Archivi del mese: aprile 2011

iPhone no, iPad sì

tanto per raccontarvela…mi sono messo a ragionare a mente fredda (all’incirca, vista la mia devozione a apple) sul perchè dopo che per più di un anno i due amati/odiati apparecchietti coesistono sul mercato io mi sia deciso a prendere un iPad e non il celeberrimo iPhone, cerco di elencarli per magari far nascere qualche spunto di discussione.

  • l’iPad ha uno schermo grande a sufficienza per vedere da dio notizie, libri, foto,video, mail e usare bene le gesture a dita, con l’iPhone nonostante la spettacolare risoluzione del retina display, non è la stessa cosa (questa da sola già basterebbe, ma andiamo avanti)
  • scrivere con la tastiera virtuale dell’iPad è un piacere, uso 10 dita e vado veloce e sicuro quasi come con i tasti fisici (non ci credevo nemmeno io…)
  • la dimensione di iPad è tale che non ce l’hai sempre in mano a giochicciarci, ergo ne fai un uso diciamo più “responsabile”, lo usi e non ne abusi
  • ho scelto il modello solo wi-fi perchè credo nella diffusione libera di internet senza ingrassare le già obese compagnie telefoniche
  • gli strumenti virtuali di garage band su ipad sono incredibili, ci starei ore a suonare…e ti riportano anche la dinamica
  • mia figlia di 5 anni lo usa con disinvoltura maggiore di me e non devo preoccuparmi che faccia partire telefonate al mio capo Occhiolino
  • in proporzione l’iPhone costa troppo e detesto i contributi mensili…Triste
  • un telefonino lo devo avere sempre in tasca, anche in tasche piccole piccole, anche quando sono in bici o a correre
  • un telefonino lo devo poter maltrattare e non avere un fiotto di adrenalina quando mi cade, perchè prima o poi ti cade!
  • il tasto fisico nel telefono è per me irrinunciabile, senza guardare ormai sento il bozzello su tasto 5 e da lì scrivo e compongo numeri ed sms, sul touch (qualunque) non ci si fa
  • sfoggiare un iPad in riunione desta ancora un certo interesse, metter sul tavolo un iPhone sei ormai uno dei tanti….
  • ho un vecchio blackberry 8100 usato regalatomi da un collega (grazie fabio!) che va molto bene soprattutto nella gestione rubrica e con gli sms, e si sincronizza perfettamente con il mac, al momento non chiedo altro ad un cellulare
  • con l’ipad accetti ancora la centralità del computer per la gestione delle attività, l’iphone soffre da sindrome di indipendenza, ed il al mio mac non ci rinuncio!

se vi va continuate pure Occhiolino

3 commenti

Archiviato in macintosh e affini

Automobilista bastardo (via bicisnob)

più o meno anche a torino è tutto così…binari compresi!

Automobilista bastardo Vivo in una metropoli del centro Italia, piena di monumenti, ministeri e auto blu, ma preferisco non svelarne il nome per ragioni di privacy. Non possiedo l’automobile. Il mio mezzo di trasporto è la bicicletta. Tempo fa la ruota posteriore s’è infilata nella rotaia del tram. Sono volata a terra. Sono stata investita da un taxi che seguiva subito dietro. Danni limitati, alle persone e alle cose. Mentre cadevo, tuttavia, ho provato a ricapitolare … Read More

via bicisnob

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

La scuola aiuta i giovani se riesce a in­segnare loro il senso critico.

Ok, mi ero ripromesso di non fare copia-incolla selvaggi e di non esagerare con il buonismo/idealismo, ma questo che ha scritto lorenzo (ne abbiamo fatta di strada da “sei come la mia moto” eh?) è davvero tanto significativo e vicino al mio modo di pensare che spero possa essere uno spunto per far riflettere. Tanto più che tra due anni mia figlia andrà a scuola.

Aggiungo di mio che vorrei che la scuola fosse un’occasione dove imparare a diventare persone migliori dei propri genitori e che non diventasse soltanto una precoce e spietata selezione del personale per le aziendedi domani.

Il testo:

” Quando nostra figlia è arrivata all’età della scuola io e mia moglie ne
abbiamo parlato e abbiamo deciso: scuola pubblica. Potevamo permetterci
di scegliere e abbiamo scelto. Abbiamo pensato che fosse giusto così, per lei. E’ nostra figlia ed è la persona a cui teniamo di più al mondo ma è anche una bimba italiana e l’Italia ha una Scuola Pubblica. Sapevamo di inserirla in una realtà problematica ma era proprio quello il motivo della scelta. Un luogo pubblico, che fosse di sua proprietà in quanto giovane cittadina, che non fosse gestito come un’azienda e che non basasse i suoi principi su una dottrina religiosa per quanto ogni religione venisse accolta.

Un luogo pubblico, di tutti e per tutti, scenario di conquiste e di errori, di piccole miserie e di grandi orizzonti, teatro di diversi saperi e di diverse ignoranze. C’è da imparare anche dalle ignoranze, non solo da saperi selezionati. La scuola è per tutti, deve essere per tutti, è bello che sia così, è una grande conquista avere una scuola pubblica, specialmente quella dell’obbligo.


Io li ho visti i paesi dove la scuola pubblica è solo una parola, si sta peggio anche se una minoranza esigua sta col sedere al calduccio e impara tre lingue. A che serve sapere tre lingue se non sai come parlare con uno diverso da te ? Il nostro presidente del consiglio dicendo quello che ha detto offende milioni di famiglie e migliaia di persone che all’insegnamento dedicano il loro tempo migliore, con cura, con affetto vero per quei ragazzi.


Tra le persone che conosco e tra i miei parenti ci sono stati e ci sono professori di scuola, maestre, ho una cugina che è insegnante di sostegno in una scuola di provincia. Li sento parlare e non sono dei cinici, fanno il loro lavoro con passione civile tra mille difficoltà e per la maggior parte degli insegnanti della scuola pubblica è così. Perchè offenderli? Perchè demotivarli? Perché usare un termine come “inculcare”? E’ una parola brutta che parla di un mondo che non deve esistere più. La scuola pubblica non è in competizione con le scuole private, non è la lotta tra Rai e Mediaset o tra due supermercati per conquistarsi uno spettatore o un cliente in più, non mettiamola su questo piano…


La scuola di Stato è quella che si finanzia con le tasse dei cittadini, anche di quelli che non hanno figli e anche di quelli che mandano i figli alla scuola privata, è questo il punto. E’ una conquista, è come l’acqua che ti arriva al rubinetto: poi ognuno può comprarsi l’acqua minerale che preferisce ma guai a chi avvelena l’acqua del rubinetto per vendere più acque minerali. E’ una conquista della civiltà che diventa un diritto nel momento in cui viene sancito. Ma era un diritto di tutti i bambini già prima, solo che andava conquistato, andava affermato.

La scuola pubblica va difesa, curata, migliorata. In quanto idea, e poi proprio in quanto scuola: coi banchi gli insegnanti i ragazzi le lavagne. Bisogna amarla, ed esserne fieri.”

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

della mia allergia ai “best of”

Molto probabilmente è un problema tutto mio, ma non riesco a digerire i best of, le raccolte di…il meglio del meglio…

Nonostante iTunes e tutto il sottobosco che c’è in rete, dove a primeggiare sono le canzoni, i tre minuti e qualche cosa che devono per forza colpirti, altrimenti il fallimento è irrinunciabile, sono profondamente legato alla forma-album. L’album è un libro scritto in musica, un racconto con una serie di capitoli, conseguenza naturale è che tale racconto ha senso solo se letto dall’inizio alla fine, tutto di un fiato, possibilmente. 

Certo, capita di trovare il brano più noioso e la tentazione di premere quell’amato/odiato tastino con i due triangolini è sempre più forte…personalmente aggiro il problema preferendo il vinile (aridaje…) e il telecomando del lettore cd non ce l’ho, quindi limito in senso buono la mia libertà di scelta e cerco di tenere viva l’attenzione anche nelle parti “transitorie” di ogni disco.

Molto spesso queste parti musicali secondarie ad un secondo ascolto restano ancora più impresse nella mente dei canonici ritornelli e inizio a trovarle assolutamente funzionali all’insieme del disco, che diventa ancora più interessante proprio per la sua complessità non ostentata.

Per non parlare dell’ascolto mischiato (leggi: shuffle-mode per che ne sa…), sovvertendo con inutile anarchia l’ordine dei brani, alla quale l’autore (dovrei dire l’artista, ma è troppo abusato il termine…) ha dato criterio, ha speso tempo ed energie per stabilire il corretto ordine ed equilibrio nella delicata architettura dell’album.

Ogni tessera del mosaico è arte solo in quanto parte del mosaico stesso, altrimenti è solo un sasso colorato, per quanto gradevole.

Quindi smettetela di guardare le pietroline, trovate il tempo necessario, anche se in questa epoca il tempo è il vero bene rifugio, e cibate la vostra mente di opere di senso compiuto. Vi avvicinerete molto di più alle menti (e forse ai cuori) di vostri musicisti preferiti.

Lascia un commento

Archiviato in musica, musica - rumore

Graffiti

Part 1 of a Few . . . . . . « Day in the Lyfe.

finisce che inevitabilmente i graffiti mi piacciono, quando sono fatti bene (ovvero quasi sempre…) mentre i tag, meno, molto meno…per non parlare delle scritte politico-calcistiche-adolescenziali.

Il brutto è che il classico “cittadino medio” tende a fare di tutt erba un fascio (e già non ci siamo) definendo imbrattatori chi dà una nota di arte e colore alla città, al pari di chi ha invece un QI pari ad un peperone ed è appena capace di scrivere il suo nome con una bomboletta…

PS: un grazie al mitico “dirty hekto” per l’ispirazione e la motivazione :-)

cvalcavia

.

.

.

Lascia un commento

Archiviato in insiemi di pixel