550 km per farne 20 scarsi, ma intensi…la mia gara sulla pista “legnosa”

eh, sì…le distanze per raggiungere il sacro tempio della velocità sono un tantino aumentate da quando non soggiorno più a Milano. Sia chiaro che i vantaggi sono ben superiori ora, anche in termini ciclistici (qui ci sono le salite!), ma l’appuntamento che era ormai una certezza settimanale con quei 250 metri di pino siberiano, adagiati, morbidi e ritorti quasi come un perfetto origami giapponese, beh, era quanto di più piacevole in ciclismo mi abbia dato in questi ultimi anni.

 

Quale migliore occasione per tornare al velodromo di Montichiari se non per una bella gara amatoriale, che poi tanto amatoriale non è perchè ci trovi sempre il meglio del meglio d’Italia per i corridori su pista, compresi due campioni del mondo (ok, campioni amatori master, ma a vederli fanno paura).

Mio compagno d’avventure è il fido e tenace malnatt, che in quel del Tattoo Supply di Milano ha già da giorni esposto un cartello a chiare lettere “mercoledì 18 il negozio chiude alle 16:30”, chiaro? Evidentemente pare di no, che un paio di clienti dell’ultim’ora, qualcuno serio e abituè e qualcuno perditempo da competizione, fanno in modo che l’orario di partenza sia quasi le 17, con annessi e connessi di traffico.

Ma nonostante tutto arriviamo al velodromo ancora in tempo per iscriverci ed attaccarci i dorsali 30 e 31…pochi in assoluto i corridori in pista, ma sufficienti a fare gara vera. Ci accavalliamo con il fine allenamento della nazionale femminile,  con conseguente annullamento della fase di riscaldamento…peccato, ma meno male che abbiamo con noi i mitici rulli liberi del “team les trois pistard” che dopo il trattamento del fra girano belli silenziosi…

tetto2

Si parte con la velocità, ovvero il tratto cronometrato sui 200 metri lanciati, uno dei genti più belli e tecnici di tutto il ciclismo, parto per penultimo dato il pettorale alto, ma sin dal primo giro (per un totale di 3) trovo subito la confidenza con il legno, due inverni passati lì sopra hanno lasciato la traccia indelebile nel mio subconscio) e tecnicamente non sbaglio nessun movimento, certo i watt che tiro fuori dalle gambe son quelli che sono e qui l’essere leggeri non conta nulla, ciò nonostante il responso è un bel 13.25 secondi, ovvero il mio miglior tempo di sempre con una velocità di picco di 56.92km/h, non male per i miei standard. Per la cronaca i primi sono stati sotto i 12 secondi…fate voi i calcoli…

io2Si passa alla corsa a punti, siamo pochissimi (8), e dovremo scannarci per 70 giri. Inutile dire che il livello è al solito altissimo e dopo pochi giri malnatt si stacca (ma è pure sotto antibiotici, il che non giova) ed anche io provo a tenere una manciata di giri in più, ma una volta perse le ruote buone non ne ho da tenere quei ritmi e subito dopo il doppiaggio ripiego ai box…di più non si poteva fare, anche perchè tra poco sono pure iscritto all’inseguimento, meno male che i rulli sciolgono un po’ le gambe tra una sgasata e l’altra.

A far l’inseguimento siamo ancora meno…tre partenti tra i giovani..il terzo posto è quindi alla mia portata Occhiolino, ma cerco comunque di onorare la corsa e riesco a tenere tutti i 2000 metri sopra i 42km/h, solo un anno fa  a Dalmine finii la prova ai 35 scarsi e scesi dalla bici reggendomi sulle braccia che le gambe erano andate…miglioriamo, lentamente ma miglioriamo.

La pazzia da corridore fa sì che io, malnatt e tamagio decidiamo di fare anche la velocità olimpica: mai avrei creduto essere così divertente come specialità! Si parte da fermi e si va tre giri alla morte, ognuno tira un giro, io sono secondo frazionista, la parte più facile in verità, ma davvero entusiasmante e riusciamo a fare 1’0.15” più che dignitoso non avendola mai mai provata.

Finisce con saluti e strette di mano ed arrivederci alla prossima gara, l’ambiente è davvero magnifico in pista, tanta solidarietà e agonismo sano. Atleti di tutte le età, con menzione speciale al mitico “Lupo” che a settant’anni fa ancora tempi migliori dei miei…bene, in prospettiva ho ancora quasi 40 anni di carriera davanti, forse è ora di un telaio più performante?

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4 commenti

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4 risposte a “550 km per farne 20 scarsi, ma intensi…la mia gara sulla pista “legnosa”

  1. fra78s

    Grazie per la menzione riky, ma ieri avrei dovuto esserci a tutti i costi!

  2. Bellissimo racconto e complimenti per i miglioramenti, se permetti lo vorrei linkare dal mio blog perchè merita veramente.
    Alla prossima Simone

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