Archivi del mese: giugno 2011

Perchè in fondo ti odio anche un po’

Già, tutti ti amano, ma in fondo è ora di ammettere che ti odio, perchè in parte mi hai “rovinato” la vita.

Sin dai primi miei ricordi di bambino, ci sei sempre stat, sei entrata nella mia esistenza subdolamente, come un innocente giocattolo come tanti. Mi sembra ancora di vederti, nera e gialla, con quella tabellina portanumero lì davanti.

Da subito non ti ho considerata più di tanto, così preso da altri mille giochi rumorosi e colorati, ma già dopo poco hai iniziato a sedurmi, distogliendomi dal resto con quel tuo campanello cromato: mi sentivo in alto, giravo per casa sbattendo sui mobili e lasciando i segni sul pavimento incerato della casa dei nonni, scatenando le ire di mia nonna.

Poi mi hai portato fuori, avanti e indietro cento e cento volte ancora nel cortile di casa, e tu già sapevi che di lì a poco non avrei più opposto resistenza e tu avresti preso il sopravvento. Così hai voluto togliere le rotelline, ed io ho tolto i  primi denti sull’asfalto, ma avevi il potere su di me e io non capivo, non riuscivo ad allontanarmi da te.

Mi hai emarginato, quando tutti gli altri giocavano a pallone e tu non volevi, non mi lasciavi stare con loro, sempre io e te, tu ed io, noi due insieme, in giro per la strada, su e giù dai marciapiedi, ginocchia perennemente sbucciate.

Poi come se non bastasse sei arrivata dall’America per prenderti anche i miei sogni notturni, costringendomi a studiare per farmi promuovere a scuola, ti guadavo nei ritagli dei giornali, invidiavo chi già ti aveva, BMX maledetta, mi hai segnato li anni dell’infanzia.

Ormai mi sentivo un malato, mi sentivo un drogato, anche se non sapevo cosa volesse dire, non mi hai lasciato fare nulla e io non riuscivo a liberarmi di te. Nell’adolescenza un bagliore di speranza, il motorino, la salvezza. sono stati anni stupendi, fatti di motori, olio ricinato, mani sempre nere e marmitte aperte; finalmente stavo bene, avevo una compagna e ti vedevo solo la sera quando passavo dal garage, ma mi sentivo forte ed ero convinto di averti sconfitta.

Poi un giorno di un’estate come le altre, cedo alla curiosità e all’ammirazione per la passione di mio zio Paolo e provo a fare con lui un giro con la bici da corsa, esile leggera, con ancora quei tubi sottili e d’acciaio come non si usa più, così fuori moda ed anacronistica rispetto alle mountain bike che stavano facendo piazza pulita del mercato, coi i loro tuboni, molloni e gommone…ed invece tu con ruote troppo grandi e troppo sottili per potersi davvero divertire mi fai capire per la prima volta il significato di fuga, fuga dall’ordinario, fuga dal monotono scorrere del tempo sostituendolo con la tua vellutata scorrevolezza sul manto d’asfalto.

Così i sei ripresa il tempo perso, con gli interessi, hai destabilizzato il mio equilibrio, senza pietà, senza scrupoli facendomi ricadere nel tunnel, ma questa volta senza possibilità di uscita.

Ora passo settimane di giorni sempre uguali, aspettando un weekend che sembra non arrivare mai, cercando una nuova scusa da raccontare a mia moglie e ogni sera guardandoti nella penombra del garage. Sono sicuro ceh prima o poi la tua possessività mi metterà nei guai,  sempre che non l’abbia già fatto.

Quando poi stiamo insieme mi spingi a cercare un limite che una volta raggiunto si dimostra un miraggio, ed è sempre più in là, più in alto, più dannatamente affascinante da avvicinare.

Insomma, oggi ho finalmente trovato il coraggio di dirtelo, ti odio, ti odio con tutto me stesso, ti odio perchè ti sei presa gran parte del mio tempo, ti odio perchè so che ti prenderai anche il resto, ti odio perchè mi ha rovinato la vita…e per questo ti ringrazio.

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neanche il tempo di gongolare….

…e di far guarire bene i tatuaggi Occhiolino che venerdì sarà subito ora di scannare. Questa volta in squadra, e che squadra, il micro-team dove tutto è nato, i Les Trois Pistard (io, franz, strike e huxley neo acquisto) ci butteremo a cannone nei due-giri-due attorno al Cimitero comunale di Milano…tutto qui.

Pare però che il livello questa volta sia altino anche se il premio in palio è di fatto solo la gloria ed il poter incidere il proprio nome sulla piega “criterium” che è il trofeo della gara, ah dimenticavo: si chiama midnight race!

Lo scorso anno andò in questo modo midnight 2010 ora pare che dall’est giungano gli uomini iridati, mentre gli agguerritissimi uomini neri alla corte del reverendo menthos stiano già adesso facendo rulli per affinare la gamba.

insomma, quel che è certo è che ci sarà parecchio da divertirsi!

PS: portatevi l’autan Sorriso

midnight_eth

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TERROR in Novara (quando il post è meglio del pre…)

Questa volta la sensazione più particolare è stata il partire da casa, fare 125km  in macchina e sentirsi ancora a casa. Perchè il succo della questione è questo, una gara organizzata dai ragazzi di NVRA-FXD è prima di tutto stare insieme a degli amici e a ragazzi che hanno nel dna il divertirsi: i personaggi ci sono tutti: Landri garage-man, jacky the true, puccio photographer, scienza….beh, scienza è “horse category” come dicono al tour de france.

Di conseguenza nonostante impegni della family, ed un meteo che era una roulette russa, mi infilo in A4 verso la nebulosa Novara, il bello che mi stavo lasciando il quasi sole alle spalle per andare verso il nero…ma d’altronde la gara si chiama “terror quartara” mica “flower power quartara”…quindi ormai siamo in ballo. Già al parcheggio del Billa una piccola folla si è radunata, resteremo poi tutti increduli (nico e puccio compresi) nel raffrontare i 20 partenti con tutta la gente che era alla partenza…sembravamo molti di più, con orgoglio direi.

Partenza in pieno stile “stoner” con un raudo che si fa echeggiare sino a MORTara minimo (anche se l’idea delle campane per un’attimo balena nelle menti…la prossima volta dai), inforchiamo le bici e bum, subito il semaforo rosso crea scompiglio e il primo scossone al gruppo. Ci ricompattiamo e tutto fila liscio fino al check di metà percorso, dove la leggerezza mia e di bludado nel berci un sorso d’acqua fresca viene punito dal gruppo che ci stacca…non ci diamo per vinti e con cambi regolari e ben scanditi torniamo soto, se ciascuno di noi due fosse stato da solo l’avrebbe pagata molto più cara, ma stavolta non è così e torniamo in gruppo, senza nemmeno tirarci indietro quando, lungo la via del ritorno, il vento sarà sempre contrario.

Il rientro verso Novara è un po’ attendista, ci prova solo bludado a imbastire un tentativo di fuga, ma non trova appoggi e capiamo tutti che la chiave della gara sarà il vialone alberato finale. Senonché ci si mette di mezzo un temporale di quelli pesanti che ci cade sulle gobbe negli ultimi 2km, unito a traffico rallentato ed un bel bus quasi di traverso che ci obbliga ad un paio di numeretti stile alleycat. Qualcuno sbaglia la svolta sul vialone e ci ritroviamo io, bludado e giò che non lo vedo ma lo percepisco come un’ombra sulla mia ruota.

Bludado rompe gli indugi troppo presto e si mette davanti con noi due appiccicati, dopo 10 interminabili secondi lì dietro, con visibilità ridicola, vedo i due semafori ravvicinati scattare a verde, come segnale di dare gas lo dò per buono e tiro fuori quel che è rimasto nelle gambe….fortunatamente abbastanza per imboccare la salitina finale senza piantarsi e comparire per primo al chioschetto dove nico ci aspettava con il tabellino per segnare gli arrivi.

Un quasi miraggio fa poi comparire jaky, che aveva forato poco prima e quindi dato per d.n.f., con bici in spalla e passo di corsa degno del miglior ciclocrossista…inevitabile il premio della critica come migliore interprete del sano spirito agonistico. Mano a mano tutti si presentano all’arrivo sani e salvi..incredibilmente qualcuno (puccio ad esempio) totalmente asciutto, perchè non lo dicono ma la lavata nel finale era riservata ai primi, nel pieno spirito del terror quartara / death race (dimenticavo, bravo scienza, flyer fighissimo!).

Post gara strepitoso ospiti di johnny tattoo in centro a Novara, con fiumi di birra, scienza in delirio di onnipotenza, distribuzione dei premi tutti marchiati Vans (fighissimi) ed io che riscuoto seduta stante il premio più inconsueto che abbia mai sentito…e così capita che da un tatuaggio in palio  alla fine ne escono due, dato che sono ancora legato al monocromo e johnny stesso è di grande disponibilità, poi farsi sforacchiare in compagnia degli amici era un’emozione che non volevo barattare con un freddo “buono omaggio” da spendere chissà quando….oggi brucia ancora un pochina, ma la resa dei tratti è veramente ottima, e alla fine capiterà che johnny ha guadagnato un futuro cliente.

Post-post gara in pizzeria, tanto per reintegrare con roba sana e fare altre due chiacchiere con gli irriducibili, che ancora una volta mi hanno fatto sentire come a casa, alla prossima!

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TERROR QUARTARA VOL. II (via )

E’ finito il tempo delle scuse, ora tocca rendere onore ad una delle crew più sgangherate e per questo divertenti ed unite del panorama delle bici fisse in italia. Pochi formalisimi, molto hard core….ed a memoria è la prima volta che c’è un premio che non potrai lasciare in soffitta, dato che ti rimane per sempre impresso sulla pellaccia!
Bravi ragazzi, sono orgoglioso di voi e ci si vede sabato!

TERROR QUARTARA VOL. II

via

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550 km per farne 20 scarsi, ma intensi…parte II (con più amici)

e anche ieri il sacro legno è stato onorato…come al solito l’adrenalina che riesce a dare una gara in pista raramente l’ho provata (forse la cronosquadre si avvicina) e questa volta il miglior condimento possibile è stato rivedere una bella fetta dei miei amici milanesi, ormai un gruppo davvero affiatato, di cui vado orgoglioso di esser (stato) parte.

Per una volta non arrivo in ritardo, nonostante gli acquazzoni in autostrada (ah, vi siete accorti che piove? Sorriso). Questa volta una piccola ma piacevole sorpresa è data dalla presenza dei chip cronometrici automatici in luogo del solito cronometraggio manuale…direi che era ora, visto l’alto livello dei partenti che si gioca le posizioni di vertice sul filo dei decimi di secondo.

La prima specialità è lo sprint, ma non sui 200 ma sui 250 (di modo da non far spostare le fotocellule di rilevamento per il kilometro da fermo) e questo vuol dire lanciarsi un filino prima, non cambia molto, ma i classici miei riferimenti vanno un po’ a pallino poco male, tanto l’obiettivo e spingere a tutta e vedere l’effetto che va. Il risultato è comunque confortante e qualche progresso c’è, da rimarcare la punta dei 60,1km/h fatti in prova in scia a Luca, che come al solito è una moto.

La gara ad eliminazione non mi piace, definitivamente. Troppo pericolosa, fanno la volata da dietro sui primi che rallentano, la probabilità di fare “il mucchio” è davvero alta, infatti nella gara di seconda fascia il botto c’è stato, con tanto di barella e co…non bello, e la nostra gara parte con più o meno tutti con il freno a mano tirato, ed io tengo fin che posso, ma senza spremermi fino al midollo, che la serata è ancora lunga…

il kilometro mi ha invece divertito molto, sei da solo contro il cronometro e mai come in questa occasione capisco quanto possono diventare dannatamente lunghi 4 giri di pista….con il quarto giro che non finisce mai, il cuore già abbondantemente fuori soglia e le gambe che bruciano…lì rimane solo la testa a reggere il timone, fortunatamente gli allenamenti con Roberto qui al velodromo Coppi di Torino hanno sortito un buon effetto e del mio tempo sono più che soddisfatto (1m18s per la cronaca, con una media attorno ai 46km/h).

Inedito trio per la velocità olimpica: io, fra e mattia…divertentissimo come al solito e mia premier come terzo frazionista…ne avevo ancora per spingere il terzo giro a cannone, e questa è già una notizia, ma questa volta per tutta la sera ho bevuto a sufficienza e soprattutto ero sempre sui rulli a far girare le gambette.

Note piacevoli: giovanni/tamagio alla fine era dei nostri ma non come corridore ma in veste di fotografo ufficiale….conoscendolo mi aspetto grandi cose, che allegherò anche a questo articoletto! (n.d.r.: fatto) Ed incredibile ma vero, avevamo anche due tifosi tutti per noi, Giulio (aka a-gogo del forum) ed un suo amico, che sono venuti (quasi) apposta per supportarci, che dire: grazie!!

Il ritorno a casa come al solito un po’ lunghetto…ma saranno state le coca cole ed i caffè, ieri a prender sonno è stata davvero lunga ed oggi non son nemmeno poi così assonnato….so già che pagherò tutto stasera e con gli interessi, ma questa è un’altra storia.

alla prossima!

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