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Il listone del martedì: DIECI TATUAGGI CHE NON DOVRESTE

Ribloggato da BASTONATE:

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Sarà abbastanza lunga, passiamo subito al punto. Stesse regole di sempre e un nuovo acquisto che credo chiameremo Bellycat.

 

IL NOME DI TUO FIGLIO DI TUA MAMMA E DI QUALCUN ALTRO INSOMMA

nel grande circo dell'esistenza solo di una cosa non ci si può fidare: le persone. Di tutto il resto bene o male sì, tanto che oggi potremmo pure tatuarci le previsioni meteo (

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e in effetti già solo andare al mare una settimana ti mostra tutto il campionario di cosa mai farsi tatuare

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Archiviato in musica - rumore, Uncategorized

Essere social, A.D. 2012

Se gli anni “zero” sono stati gli anni dell’esplosione del fenomeno internet e dei cellulari/SMS, stiamo già capendo un po’ tutti che gli anni “dieci” saranno gli anni dei social network uniti al GPS e tutto stipato dentro i nostri beneamati nano-pc-portatili che qualche simpaticone ancora chiama smartphone…

social

Ma sì dai parliamone, fatemi dire la mia (e poi commentate senza pietà) su come è diventato e come (spero) diventerà la sfera dei social network nella sua evoluzione che sta già pesantemente iniziando grazie ai telefoni intelligenti che uniscono l’accesso ad internet (banale) alla geniale opportunità del geo-tag grazie al sempre più comune gps integrato.

E come non iniziare se non parlando di faccia-libro? avanti…

Ovviamente anche io ho un profilo facebook, ci vado abbastanza spesso, ma interagisco pochissimo per l’enorme pattumiera che è diventato.  Sia chiaro che a me piacciono e pure parecchio i social network, ma solo se questi funzionano per stimolare la mia attenzione e non per assopirla. Ecco, ora come ora il “contenitore mediatico” che è diventato facebook sta al mio limite di sopportazione… Concordo comunque con chi sostiene, a ragione, che infondo facebook e co. non sono altro che scatole collegate, poi dipende da cosa ci si mette dentro a quelle scatole per far in modo di rendere interessante e stimolante la loro fruizione. Ecco, ormai facebook non ce la fa proprio più, tra troll improvvisati, fenomeni da baraccone trash e tonnellate di cani cagnolini e gattini (e sono amante degli animali, ma di quelli veri!) ormai non si può più digerire. Ancora funziona benino la creazione e gestione in termini di comunicazione diretta degli eventi, ma siamo proprio all’ultimo baluardo all’interno di un castello di carte prossimo al collasso…. ah dimenticavo, auguri Zuckemberg per la tua odierna collocazione in borsa!
Il connubio con l’iPhone poi (non fatemi passare da poser del cazzo, ce l’ha il 70% di voi…) la dice lunga: facebook ha un codice sorgente scritto talmente male che rispecchia i suoi contenuti, che sia un segno? Apro solo un mini inciso per dire che a mio avviso il colosso di Mountainview sta cadendo nello stesso errore, non proponendo nulla di realmente alternativo con il suo Google+.

Trovo invece molto valido Twitter per tanti motivi ma che in sostanza si riassumono nel fatto che il limite dei 140 caratteri impone un minimo di impegno per poter scrivere qualcosa di sensato/pensato e che realmente appartenga a chi lo scrive.  Le notizie corrono velocissime sulla time line (ha la potenzialità di diventare una perfetta sorgente di news come e meglio del classico feed-rss appoggiato a google reader) e anche se la possibilità di mettere link vanifica un po’ la mia tesi, si trovano quasi sempre cose interessanti da leggere e passare oltre e scorrere la timeline è facile e veloce con qualunque strumento informatico voi usiate sia esso il classico pc che i vari dispositivi mobili….e poi ci scrivono una serie di personaggi che hanno uno spiccato senso dello humor, spesso anche caustico e nichilista come piace a me, e questo già nobilita molto la piattaforma.
Analogamente mi piacciono i social network che usano schemi simili a Twitter, uno su tutti Instagram, dove a volte trovi foto incantevoli e ti vien voglia di provarci anche tu –> stimolo efficace. Poi come diceva giustamente un mio amico fotografo,  l’importante è che l’effetto sulla foto (lomo e simili) sia secondario e funzionale alla foto stessa e non il protagonista, altrimenti ciao ciao, in parole povere La tecnologia abilita il talento dove c’è, non lo crea.” (cit.). Se invece non potete vivere senza la musica, quello che fa per voi è SoundTracking, carino anche se ad ora è poco diffuso, integra un po’ il microblogging alla twitter a tema musicale, con la funzione di autoriconoscimento dei brani ascoltati tipo Shazam (ma non funziona così bene).

Dicevo dell’unione tra internet e GPS, beh il capobranco direi che oggi è il signor foursquare, sta avanti a tutti, anche se la sua funzione con tutto il rispetto è molto più vicina a quella di un particolare videogame che non di una rete sociale vera  e propria, dato che il giochino più bello dopo un po’ diventa quello di taggarsi in posti a caso pur di raccimolare punti per battere l’amico più nerd di me…. ah, fino alla scorsa settimana ero major dell’Ikea, mica bruscolini! Occhiolino

L’ultima mia piacevole scoperta è path che di fatto è un po’ la sintesi di twitter-instagram-foursquare, ma anche lì, come i 140 caratteri di twitter, la cosa buona sta nella limitazione: 50 persone la massimo in contatto, quelle che un minimo contano nella tua vita, con cui condividere il tuo percorso quotidiano (sia chiaro, le solite cose, foto, geotag, musica, film e poco altro) talmente semplice ed essenziale da incarnare il classico spirito delle cose nate/pensate per Apple. Dove le impostazioni di privacy semplicemente non esistono, dato che solo chi è in contatto con me può vedere le foto, gli altri no: meglio di così… In bonus  la “simpatica” funzione dello sleep e awake, di modo da non scrivere il solito  “buongiorno” come primo messaggio della giornata, dato che poi di solito la risposta base che vorrei dare è la classica “buongiorno un cazzo!” (cit.).

Ah dimenticavo, linkedin non ho ancora ben capito a cosa serva, solo non scrivete i vostri curriculum in inglese se poi non ci volete andare all’estero a lavorare…

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Quattro giorni a Roma

Ciao a tutti, ho un po’ trascurato il blog e per aggiunta ora sono a Roma! Una mini Vacanza ci vuole….alla prossima settimana!

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TORINO / Introduzione

TURIN – BERLIN – NEW YORK CITY » Blog Archive » TORINO / Introduzione.

il blog che  non ti aspetti e che riunisce tre città uniche e speciali… mi riprometto di raccontare un po’ anche la mia Torino, seriamente.

E’ dura parlare del luogo da cui uno arriva. Forse non sono neanche il più indicato perchè non ci sono nato e i miei mille ricordi di Torino sono di perpetua coesistenza. Torino anche quando non la vedevo era lì, a qualche fermata di treno. Io non sono nato lì in mezzo alla nebbia ed ai palazzi; dove sono nato io la gente lavora la terra e alleva i maiali. Dove sono nato io trovi le carcasse di volpi lungo la statale, i ragazzi dalle facce oneste emulano i padri lavorando duro nei campi e bevendo ancor peggio nei bar. Figli della media borghesia e dell’agricoltura. Ma Torino era lì, la Torino della FIAT, dei parenti che facevano gli operai e che prendevano il bus la mattina presto per arrivare a Mirafiori. L’aria tesa di certi posti oggi, e figuriamoci ai tempi. Se c’è una cosa che mi è sempre piaciuta e alla quale spesso penso è tutta questa faccenda della città magica, delle energie positive e negative e i suoi simboli misteriosi. Un luogo sinceramente strano, direi quasi non facile ma altre volte piccolo e rassicurante. Quanto mi piacciono i palazzi del centro, anche se quando li guardo mi dicono che non sono roba per me, per me che sono cresciuto negli anni 90 e che come punto di riferimento avevo El Paso. Ho amato ed odiato questo posto con i suoi abitanti tutti inclusi, spesso come uno spettatore esterno. Ma la cosa più spettacolare che i locals e pseudolocals come me hanno potuto vedere negli ultimi anni è quanto questa città sia cambiata, dalle Olimpiadi e con i tempi a seguire, come alcuni quartieri siano diventati estremamente pacifici e piacevoli, puliti, magici, altri sciatti e sterili ed insensati. E’ meglio o peggio? Ti ricordi quando ai Giardini Reali c’erano in fila Alcova, Rosalia e Fenix? L’odore di Porta Palazzo? Io gli eroinomani sotto casa ce li ho ancora nonostante la globalizzazione e le droghe sintetiche. Però che pace in bici quando non c’è nessuno e le camminate, o certe sere in settimana ai Murazzi. Le notti di chiunque. I locals che hanno i loro gruppetti di amci e rivaleggiano con sguardi, facendo aperitivo in piazzaVittorio, restando chiusi in circoli ermetici, come in un’eredità di snobbismo sabaudo. Le band locali che non mi sono mai piaciute soprattutto quelle poi diventate famose e che ancora esistono e quelle poche che ho davvero amato e che son finite 10 anni fà, e anche di più. Mille nuove cose sono nate sotto l’influenza continua delle orami vicine Londra e Berlino (ed è questo il bello dell’Europa secondo me) ed è avvenuto un incredibile progresso in campo di gusti, a 360 gradi. I localini e bar storici ricordano la vicina Francia, i nuovi cafè e tea room e nuovi negozi d’abbigliamento fanno pensare a quello che chiamo “processo di Europeizzazione”, una globalizzazione di gusti che avanza graduale e lenta ma inarrestabile, che rende questo posto sempre più vivibile e sulla via di una comunque impossibile sterilità, e che rende questo esatto momento di coesistenza tra la travolgente marea di sorridente calma piatta e un passato di operai e moti sovversivi così diverso rende il tutto magico. Ma non è di magia che parlavamo giusto? Sta a te decidere se quella bianca o quella nera.

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Automobilista bastardo (via bicisnob)

più o meno anche a torino è tutto così…binari compresi!

Automobilista bastardo Vivo in una metropoli del centro Italia, piena di monumenti, ministeri e auto blu, ma preferisco non svelarne il nome per ragioni di privacy. Non possiedo l’automobile. Il mio mezzo di trasporto è la bicicletta. Tempo fa la ruota posteriore s’è infilata nella rotaia del tram. Sono volata a terra. Sono stata investita da un taxi che seguiva subito dietro. Danni limitati, alle persone e alle cose. Mentre cadevo, tuttavia, ho provato a ricapitolare … Read More

via bicisnob

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