le promesse mancate (contiene bloc party)

Recensione che scrissi un po’ di tempo fa, per un gruppo il cui primo album a sputo fare breccia nella mia corazza…a seguire poi una carrellata di delusioni, credo si siamo sciolti (parliamo del bloc party…appena dopo il fulminante silent alarm)

questo sì che è un disco...

Anzitutto la prima cosa che mi ha quasi sconvolto (giuro)…non ho mai visto tante ragazze ad un concerto…ok, non ho neanche mai visto un concerto di Tozzi/Masini/Ramazzotti/Backstreetboys….ma nella mia (quasi) quindicinale carriera concertistica, stavolta il gentilsesso era quasi al 40%….a vedere gli Hermano la scorsa settimana c’erano in totale…circa 6 ragazze…ieri sera tutto diverso, e tanti ragazzi giovani, oltre le solite facce dei “torinesi da concerto” (mi sembra qusi di conoscervi tutti, ragazzi)…quindi è questa la nuova forma del rock che piace ai giovani giovani, e ben venga, almeno si alza di una buona spanna dal piattume che ci circonda, e non scomoda i soliti dinosauri rock…che ormai stento a digerire…

i migliori concerti sono al chiuso

Una mini nota sul….vergognoso gruppo di spalla…di cui perfortuna sono già riuscito a dimenticare il nome…in pratica un trio che fa una bieca imitazione degli Stereolab (che adoro…)…e pensano di essere i nuovi Kraftwerk…fastidiosi è ancora un complimento….qualche ragazza ballava…boh….la cosa migliore di sti 3 era la maglietta con la lampadina…che di danto in tanto si divertivano ad accendede (quasi) a tempo con le loro boiate…fine della spalla.

I nostri entrano carichi, e con tutti gli (enormi) limiti dell’acustica del Teatro della concordia (alle porte di Torino), se la cavano molto egregiamente…fanno tutti un misto di tenerezza/simpatia… pure il batterista, simile ad un classico nerds, con una canotta che manco bossi porta più…ma risluta lui la spina dorsale del gruppo con una buona tecnica ed na precisione/potenza davvero invidiabile…il bassista gli va dietro come si deve ad un tale talento… il chitarrista fa quello che deve, molto più attento al look che gli altri, ma lo si può capire…cazzarola fossi io il chitarrista di una band famosa, minimo mi tatuo le braccia a mo’ di maglietta..e via di conseguenza, più che la sua tecnica mi piaceva il suono…piuttosto personale…così come il nostro Kele Oreke (ma che nome è?)…cantante dalla voce molto particolare che ben si integra con il suono del gruppo…. comunque non c’è storia…il primo album è anni luce distante dal secondo….Silent alarm è una micidiale raccolta di 14 canzoni, ciascuna (nessuna esclusa) più che degna di essere un vero singolo spacca-tutto..un album senza una sbavatura od una minima caduta di tono, talmente bello e compatto che rivaleggia ad armi pari con ii miei dischi del cuore….

….tutto questo dal vivo si sente eccome….quando attacca una qualsiasi canzone di Silent, la folla esplode…le teste si muovono, la gente balla e snte le vibrazione della loro musica, con una grande capacità di far salire in ogi pezzo la tensione alle stelle per poi risolverla con talento da maestri…tutto questo si perde nelle canzoni nuove di Weekend in the city…tutte rifugiate nel torpore “strofa-ritornello-strofa” senza una precisa direzione…fini a se stesse con a volte qualche sprazzo della vitalità che sembra persa…

bp

…spero in loro per un futuro con tanta buona musica…ma son preoccupato… in definitiva, comunque, ottimo concerto, meritava di esserci!!

 

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