riassunto delle puntate precententi – parte I: come iniziare odiando milano per poi finire a trovare la sua anima

ok, il titolo è un po’ troppo new age, ma pressappoco è proprio andata così e le relazioni tra le persone, unita alla precarietà della mia posizione in milano hannno fatto il resto….beh, poi c’entrano anche le solite cazzo di bici, ma si sa…

(scritto in precedenza su fixedforum nel dicembre 2010)

Era nella’aria già da un po’, qualcuno già sapeva qualcosa..ma ora diciamo che ha una veste ufficiale, avendolo io letto su di un pezzo di carta firmato. In poche parole tra qualche settimana non sarò più un esiliato milanese, dopo quasi 8 anni di vagabondaggio per lavoro, ora è tempo di tornare a casa perché come diceva qualcuno (un certo militant A) “devo avere una casa per poter andare in giro per il mondo”.

Sono arrivato qui a milano che mi veniva il vomito solo all’idea, il concetto stesso di questa città (modaiol-aperitivosa) mi faceva venire gli sfoghi sulla pelle….poi è successo qualcosa, è successo grazie a questo (apparentemente) innocuo forum, fatto anche un po’ di storie personali e ho voluto buttarmici a capofitto nella vostra piccola grande comunità…ed ho trovato una seconda casa, seriamente. Mi avete fatto capire che questa città (come molte altre) ha mille facce, basta trovare quella giusta, quella che è più in sintonia con noi per trovarsi in un posto in cui si sta bene, magari non felici fino in fondo, ma almeno sereni.

Mi piace l’idea di aver dato la spallata a molti di voi ed avervi fatto dolcemente precipitare nel baratro di fatica che è il ciclismo in tutte le sue facce, sia essa fissa, corsa, crono, mtb, graziella …insomma…l’importante è pedalare (magari messi bene in sella:-D)

Di questa esperienza porterò segni indelebili…nella pelle (vero malnatt…) nelle ossa (caxxo) e anche molto più in profondità, il tempo per vivere le cose superficialmente era molto tempo fa…ora non più.

Se potessi vorrei abbracciarvi ad uno ad uno e dirvi grazie per quanto mi avete fatto sentire a casa, anche se casa non era, lo faccio così a mio modo, senza feste di addio che non mi appartengono (le feste in generale…potrete capire quindi com’è già in generale il mio umore in questo periodo che si avvicina…) potrebbe essere un arrivederci, magari non con tutti voi, magari per altri motivi, ma se il nuovo lavoro e gli impegni mi lasceranno sufficiente tempo (e penso sarà così) ho un po’ di cose per la testa che vorrei fare a torino, state collegati, ci divertiremo comunque (anche se oggi mi sa di no).

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