sempre cari questi colli (cronaca di una gara nelle langhe)

L’appuntamento è ormai di quelli che segno sul calendario già da gennaio di ogni anno, sarà per il contorno di colline e vigneti, sarà perchè è un gran bel test di metà primavera, fattostà che anche quest’anno mi presento puntuale alla griglia di partenza della granfondo di Bra (CN)…anzi, mediofondo, conscio che sono troppo carente in tenuta nelle pedalate oltre le tre ore per potermi permettere una gara tutta sali-scendi da 150km.

Il “giro medio” è comunque da 110km, con un interessante 1650 metri di dislivello molto frammentato nelle varie colline, il che lo rende particolarmente selettivo per i frequenti cambi di ritmo, ma almeno non ci si annoia. Il tempo, anche questa volta e contro i pronostici, è dalla nostra parte, sole!

Il bello di questa gare è che vede partecipare tutti, ma davvero tutti i miei amici pedalatori, che dopo ormai 4 anni di forum sono molto più che semplici compagni di pedalate, son proprio amici veri e questo già basterebbe a fare della giornata una buona giornata.

AltimetrieMedioFondo

Pronti via, levataccia, trasfert(ina) in auto e ritiro pettorale, qui viene il bello, secondo me uno dei momenti più intensi del pregara: attaccare il numero sulla schiena, con le spillette, partendo sempre da quella in alto a sinistra, come in un piccolo ma fondamentale rito propiziatorio…sono queste piccole cose che rendono più sensato il fare km in auto per poi farne altrettanti in bici.

Altro momento significativo, il ritrovarsi e confrontarsi dopo un inverno passato chi sfidando il freddo comunque e sempre in bici, chi sui rulli, chi correndo a piedi o facendo grandi dislivelli con lo sci alpinismo: tutte storie diverse che per almeno una domenica si trovano ad intrecciarsi in un nodo multicolore e multiforme, paga l’occhio, sempre.

Ed ora passiamo alla parte spessa, la gara, quella vera, quella che anche se arrivi strisciando e hai voglia di buttare la bici nelle ortiche ti scava qualcosa giù nel profondo…e dopo qualche giorno ti fa già pensare alla prossima, poco in porta se sarà su strada in pista o in mtb, il confronto è cosa a cui l’uomo tende…sta poi a noi renderlo sano o morboso, ma questa è un’altra storia.

Dopo un’anno passato a far pianura e a limar ruote nei trenini in pista i trati pianeggianti non sono più l’incubo degli anni passati, anzi, riesco a divertirmi e a scambiar battute con messer Enzone, la cui scia è meglio di un treno…ed anche la cavalleria è paragonabile. Approccio la prima salita con buon piglio, la gamba gira meravgliosamente ma dentro di me una flebile vocina mi dice “hey, fenomeno, pensi di reggere sto ritmo per tutti e 110 i km?” ovviamente no, ma ci sono le discese, i tratti di piano, che sarà mai una salitella presa un po’ allegra? Si prosegue e inizia la prima discesa, un test anche questo dove però (perdonate la non modestia) mi promuovo quasi a pieni voti: la piegona morbida ad esterno curva e la staccata limite sono ancora in repertorio, e la velocità di punta di quasi 77km/h è li a confermarlo. Unica differenza e che se arrivo ai piedi della discesa non da solo riesco anche a tenere le debite distanze da quelli che ho seminato giù dai tornanti…ed era ora!

Ma si sa, che le cose belle dopo poco finiscono, e l’aver passato più di un anno ad allenarmi in sessioni brevi ed intense non mi fa diventare un granfondista doc, ed ecco che in prossimità del kilometro 70 le mie gambe prendono la parola per tirare il freno a mano ed arrivano i soliti maledetti crampi, che si alterneranno in pressochè ogni fascia muscolare a cui sappia dare un nome, per farmi compagnia fino all’arrivo. Da lì in poi colleziono 3 soste di un paio di minuiti ciascuna a far smaltire le scariche elettriche nei muscoli…e non mi venite a dire che dovevo bere o mangia meglio, avevo fatto tutto come da protocollo (2,5 litri di acqua in tutte le quasi 4 ore di gara, banane, buste di potassio e magnesio, tutto il campionario insomma…) ma quando  hai sovraccaricato di lavoro non c’è  accorgimento che tenga ed è lì che viene fuori la “testaccia” del ciclista che pur soffrendo come un cane non chiede la sostituzione al mister, ma stringe i denti e fa fare al cervello quello che il corpo rifiuta di fare. E così si va avanti fino all’arrivo, dove subentra anche un lampo di orgoglio e spingo gli ultimi 400 metri fino a passare sul traguardo ai 40 e qualcosa all’ora.

Potrei lamentarmi, potrei dire “se avessi fatto” o “se avessi saputo” ma non è questo l’obiettivo, l’importante è essermi conosciuto ancora un po’ più a fondo ed aver portato a casa con dignità un appuntamento che ormai è segnato con il pennarello indelebile sul calendario…devo solo aspettare che mi regalino quello del 2012 per segnarcelo su.

PS: per la fredda cronaca sono arrivato 740° su 1197 classificati, con un tempo effetivo di 3h51m20s alla media approssimativa dei 28,3km/h

7 commenti

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7 risposte a “sempre cari questi colli (cronaca di una gara nelle langhe)

  1. Enzone

    MITICOOOOO!!
    Hai espresso perfettamente quello che (chi più e chi meno…) è il pensiero di TUTTI i Granfondisti….occasionali o professionali che dir si voglia!!

    Complimenti x la Gara, te la sei sfangata più che discretamente, considerato appunto il tuo “poco” fondo.

    Certo che, trovassimo una Gf di 110-120km come i primi 10 di ieri…….si che ci divertiremmo!!!eh eh eh…

    • giusto enzo, basterebbe giusto una salita al centro e qualcosa di corto corto e molto pendente alla fine, giusto per scremare il gruppo e giocarsi la volata con quelli buoni….tanto con la fantasia si può ancora giocare no?

  2. Giulio

    Complimenti davvero, sempre e comunque alla grande, per i crampi non darti cruccio ti capisco eccome, fatto tutto anche io da protocollo ma dalla prima salita dopo il bivio mi hanno tenuto debita compagnia fino alla fine…vabbè era l’allenamento “lungo” della stagione e come tale è stato affrontato

  3. marco

    Hai espresso benissimo il pensiero di chi và ha fare un GF ,tutto molto bello ho solo esagerato all’inizio per poi pagarlo da metà in avanti ,bene me ne ricorderò per un’altra gf.L’importante e finirla e divertirsi .Ciao a tutti

  4. Stefano

    Mai parole sono state più veritiere; l’agonismo sarà sempre parte integrante di noi, ma il poter incontrare le persone conosciute su un forum, che poi diventano tuoi Amici e compagni di avventura, è la parte migliore delle gare

  5. Paolo

    Ciao! Concordo con il tuo racconto, noto che i crampi tengono compagnia a parecchia gente… a me è preso un crampo a circa 15 km dall’arrivo (del medio) che si è risolto in fretta. Sono arrivato poco prima di te (con un tempo di 3 h e 45 minuti). Paolo

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