come un vaso di terracotta tra vasi di ferro (e comunque uscirne intero)


Lasciate perdere di venire al Pasta che con una fissa  non riusciresti a fare neanche un giro dietro alla macchina di fine garA  ( … la media non e 40 ma  45 e non e quella che ti  uccide ma le variazioni continue tipo 30 km/h a 50 km/h continue )  quindi di fissa li non ci pensare neanche .

[cut]

Per  il Pasta se vieni per mettere il numero non venire in fissa che se no  paghi 10 euro per fare 2 o 3 giri , e’ un consiglio non una cattiveria

per mia natura fin da tenera infanzia il classico “quello non lo puoi fare” veniva letto da me come “provaci subito!”,  e allora anche a 34 anni suonati volevo proprio vedere se davvero è impossibile stare in gruppo con una bici fissa in mezzo ad un plotone di bici da corsa, in una gara a circuito pianeggiante, con velocità sostenute e continue variazioni di ritmo, per una cinquantina di kilometri filati.

pasta

casati_gold2userò la mia ormai fida casati gold line, che già si è dimostrata vero cavallo di razza alla milano-torino con  su il mio solito rapporto 48-15 e doppi freni, ruote a bassissimo profilo…così da eliminare anche il vantaggio aerodinamico.

Per fortuna trovo poco traffico a uscire da torino e riesco a schierarmi in coda al gruppo per la partenza della seconda gara. Ovviamente si parte subito a cannone, l’asfalto fa abbastanza cacare, non ci sono grosse buche, ma è molto sgranato e con qualche radice che fa i classici bozzi….per finire con un paio di tombini. Prima sensazione positiva: le curve si fanno tutte bene in fissa, non devo mollare le ruote di chi mi sta davanti ma allargo solo leggermente per poi tornare bene a ruota, si gira mediamente sui 43-45km/h, fortunatamente abbastanza costanti, a meno dell’allungo prima del traguardo dove ogni giro toccheremo i 50…
…e lì mi accorgo che il 48-15 è troppo agile, giro praticamente a 120rpm in quei tratti, la medi finale saranno 98 pedalate al minuto…un po’ tantine.
siamo una ventina lì dietro la macchina e le scie te le devi guadagnare, benchè non sia la gara vera non fanno mica sconti e tocca tenere sempre i gomiti larghi per star ben coperto dall’aria.
Non ho la borraccia piena e dopo 8 giri sui 20 programmati devo mollare un giro, anche se avessi avuto l’acqua ero comunque al limite, meglio mollare e riprenderli al passaggio dopo e cercare di tenere ancora. Mi fermo e riparto, tutto ok, ritorno nel gruppo e le sensazioni sono ancora buone, come si suol dire, abbiamo rotto il fiato. farò ancora una sosta, a meno 5 giri dalla fine, per poi fare gli ultimi 4 tutti serrati e con volata finale, una volta che la macchina si è tolta dal tracciato.
Bello, direi un allenamento perfetto per chiunque voglia onorare una delle “nostre” criterium, si sta in gruppo si tengono bene le ruote, si affrontano le curve gomito gomito e si fa gamba…meglio di così!
qui tutti i numeri
http://allenamento.b…nits/view/19796
Prossimo obiettivo, con il 14 dietro, fare tutti e i 20 giri senza mollare, ma non la prossima settimana, che il sacro anello di legno ci aspetta e va onorato anche lui 😉
PS: ..comunque…altro che due, massimo tre giri…

 

EDIT: finalmente un mio amico a recuperato (non so dove) una foto con l’autore della citazione lassù in cima ed il sottoscritto, eccola!

io e sergio al pasta

io e sergio al pasta

2 commenti

Archiviato in bici

2 risposte a “come un vaso di terracotta tra vasi di ferro (e comunque uscirne intero)

  1. Vai ricky, facci sognare!
    Oppure MOLLA RICKY!

  2. aggiunta la foto incriminata 😉

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