analogico vs. digitale [sondaggio]

il sondaggio si sà è una cosa che piace, ed allora apro lo scontro a 360° per conoscere come la pensate voi, dato che io mio malgrado ho le idee piuttosto chiare.

Come scorre la nostra vita? in un continuo fluire o in maniera discreta (non nel senso di riservatezza…)? Il tempo è la classica grandezza sempre vista come il continuo fluire inesorabile, senza soluzioni di continuità, ma come la mettiamo con i fenomeni naturali in generale? Dopo anni di sonni tranquilli in materia è arrivata la fisica quantistica, la chimica ed in ultimo l’elettrocinca/informatica a dirci che tutto è fatto da mattoncini elementari, che tutto si può ricondurre a porzioni intere, che qualsisasi fenomeno acustico/visivo può essere facilmente scomposto in una campionatura di stringhe fatte tutte di zero ed uno…

…sarà, ma a me continua a non tornare qualcosa, passa inosservato all’osservatore superficiale, inganna quasi perfettamente i nostri sensi….però…però poi c’è quell’inafferrabile sensazione che ci dà il sottile disagio dell’evento tracciato per porzioni non continue, e mi spiego meglio:

  • ascolti un vinile è c’è quella sensazione di pienezza, di calore, di coerenza dell’evento sonoro, che per quanto suoni bene il cd non riesce a trasmettere, anche se probabilmente il dischetto argentato riporta più in dettaglio il suono (vedi estremi di banda, per gli addetti ai lavori)
  • guardi una foto stampata, magari su carta baritata, partendo da un negativo in bianco e nero, magari medio formato…e ti rendi conto che ci sono tutte e tre le dimensioni in quel cartoncino macchiato, non manca nulla, la foto ti parla, senza che tu la debba indagare, basta solo in un certo senso “starla ad ascoltare”; una foto su uno schermo per quanto perfetta, interessante ed impeccabile, molto raramente è anche emozionante
  • vedi un film in dvd-bluray-hd-1080p-3d e ti diverti ti fai prenedere magari dal racconto…vai in un cinema e vedi passare 24 foto analogiche ogni secondo davanti ai tuoi occhi e se il film è un Film, ogni 1/24 di secondo è una piccola emozione, un piccolo quadro da ammirare…

Certo poi non è tutto rosa e fiori e queste belle emozioni hanno un prezzo da pagare, sta a noi decidere se più o meno alto:

  • il vinile fruscia gracchia (i miei poco, anzi quasi nulla ;)), va pulito, va ben riposto altrimenti si deforma, la puntina del giradischi (anzi, fonorilevatore, per gli addetti) non ha vita infinita, va installata a regola d’arte, così come il bracio di lettira deve essere ben regolato, in sintonia (in termini di masse in gioco) con le caratterisctiche di peso e cedevolezza della testina stessa. E aggiungo, il preamplificatore fono è strategicamente importante (e in genere sottovalutatissimo) per “tirare fuori” tutto quello che c’è nei microsolchi…
  • stampare bene una foto è un processo lento, ti ci va magari anche un intero pomeriggio, trovare la carta di qualità è ormai una piccola impresa, ci vuole una camera oscura, ci va attrezzatura costosa (in proporzione), ci va sia testa che una bella dose di manualità…
  • andare al cinema è scomodo, bisogna trovare/pagare il parcheggio (andateci in bici!) c’è magari confuzione, non si può mettere in pausa se scappa da andare in bagno…quello davanti tossisce e quello dietro mastica i pop-corn…

insomma non è una passeggiata, ma secondo me alla fine di tutto, i sacrifici che si fanno ripagano direttamente la nostra anima.

E secondo voi?

7 commenti

Archiviato in cinemascope, insiemi di pixel, musica, vinili

7 risposte a “analogico vs. digitale [sondaggio]

  1. Simone

    Io ho votato digitale! Il motivo è presto detto, ed in realtà hai già scritto tutto tu: il giradischi è una gran menata, sia per la manutenzione sia perché, ad esempio per un ultima produzione, mi tocca alzarmi a cambiare lato 3 volte (sono pigro :D) essendoci due dischi. Gli estremi di banda anche, ma parzialmente: nelle produzioni più recenti mi sembra che la dinamica dei suoni sia peggiorata parecchio.

    Le foto: concordo che le foto su monitor siano “fredde”, ma nulla ti vieta di stamparle. E anche un classico rullino analogico videoproiettato non è che sia tutta sta emozione, anzi… insomma, non mi sembra il paragone più corretto.

    Per il cinema invece sono d’accordo con te, ma restiamo comunque 2-1🙂

    • grande simo, ma sul vinile c’è un altro aspetto che ho dimenticato: il vinile ti “costringe” ad ascoltare per lo meno tutto un lato di filato, senza fare il classico abuso del malefico tastino FF. Molto spesso la bellezza e la magia di un brano iniziano non nei primi 4 secondi, come ormai pare sia moda dilagante. E ancora spesso i brani sono collegati tra loro, anche solo concettualmente e questo con il cd o con gli mp3 va quasi totalmetne perduto

      • Simone

        Anche qui la faccenda ha il suo rovescio: un pezzo che oramai ho appurato farmi ribrezzo col vinile sono costretto ad ascoltarlo, il CD mi lascia la libertà di ascoltarlo o FFardlo.

      • red

        sante parole.. raramente mi ascoltavo tutto l’alabum come succede invece con un vinile..
        poi un giorno mi insegnerai alcuni trucchi per il mantenimento dischi e puntine!

        • Beh, le puntine (anzi,fonorilevatori) dopo un po’ si cambiano…. E per i vinili li tratti con la spazzolina al carbonio, o alla peggio li lavi! L’ultima volta che li ho contati i vinili erano 574…ma il conto é da aggiornare😉

  2. MrSpock

    Ti rispondo da Informatico : Ovviamente Digitale.
    E non per partito preso ma perchè spesso la guerra Analogico/Digitale è più dettata dal principio di conservazione delle persone che tendono a vedere con diffidenza il nuovo sempre e comunque.
    Come afferma la meccanica quantistica, il continuo non esiste, è solo un’astrazione. Oltretutto andando nel pratico, è falso pensare che nella riconversione digitale->analogico si produca un’onda non continua (cosa impossibile perchè a banda infinita).
    E’ vero che il segnale originale viene campionato e poi quantizzato scartando informazione, ma è altrettanto vero che in fare di riproduzione il segnale viene “smussato” (filtro passa-basso) e quindi fatto variare in modo “continuo” tra i due livelli quantizzati. Nel caso della musica, ma anche della fotografia e del video, quando vengono usate risoluzioni adeguate, oramai l’informazione buttata al vento è informazione inudibile e non percepibile all’occhio, quindi di fatto inutile.
    La riproduzione è in tutte e per tutto non distinguibile dall’originale e chi dice di riuscire a distinguerle mente perchè non è stato sottoposto a un test serio a doppio cieco.

    Massimo

    • ciao max, il tuo punto di vista scientifico non fa una piega….ma c’è sempre quell’ineffabile ed impalpabile che, senza citare argomenti alla wanna marchi, rende l’analogico più vicnio al nostro modo di essere. Magari è una sensazione mia, ma ad occhio proprio solo soletto non sono (ancora).
      r

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