ho (ri)visto un’altra Italia, per fortuna

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sono bastati infondo solo quindici giorni e qualche centinaio di kilometri, per farmi di nuovo innamorare del mio Paese, tanto è bastato per farmi tornare alla mente che tutto quanto traspare dai giornali è infondo poco proporzionale rispetto alla realtà delle cose.

Sono stato in centro Italia, in nessuna città particolarmente grande, al di fuori delle mete pesantemente turistiche, ma dove ho ritrovato una nuova e grande passione di chi vive in questo paese per quello che ha (tanto o poco che sia) e per quello che lo circonda che ha, racchiuso nella sua apparente normalità, l’essenza dell’infinitamente bello.

Ho visto la cura del territorio, i borghi conservati in maniera splendida, la campagna coltivata sì in maniera industrializzata, ma con ancora tanto di umano e la consapevolezza in chi coltiva e alleva che quello che ha sotto le suole si a un vero patrimonio da conservare, peraltro l’unico che ci resta veramente.

E poi c’è la gente, la gente che non ti aspetti. Quella che ha voglia di parlare anche se non ti conosce, che ha voglia di consigliarti anche solo un posto dove mangiare non perchè è in combutta, ma proprio perchè è convinta che lì ti troverai bene, cosa che puntualmente accade, ogni volta. Dove alla fine anche chi pratica la caccia è un vero amante del patrimonio stesso che questa regione racchiude e se ne fa custode egli stesso.

Capita quindi che gli stranieri se ne siano già accorti e ne abbiano fatto la loro seconda casa (qui un po’ mi inorgoglisco dato che anche le “mie” langhe, incalzano la leadership) e si siano stufati di accalcarsi per un ombrellone ed un granita in riviera, scegliendo la pace delle colline, una fetta di pane (senza sale) con su solo un po’ d’olio ed un bicchiere di rosso che placa non tanto la sete della gola, ma quella della mente, aprendola a nuove riflessioni.

Mi sento quasi un ospite qui, ma un ospite di riguardo, come un vecchio cugino che era tanto non passava a salutare, e benchè nulla mi leghi affettivamente a questa terra, di fatto riesco con sempre maggiore difficoltà a partire ogni volta che una vacanza termina.

Grazie, Toscana.

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4 commenti

Archiviato in viaggi

4 risposte a “ho (ri)visto un’altra Italia, per fortuna

  1. Resto comunque convinto che, per quanto riguarda la caccia, sarebbe giusto armare anche i fagiani🙂

  2. Massimo OLIVERO PISTOLETTO

    Ho gli stessi bei ricordi della Toscana… in particolare della Val di Chiana e Val d’Orcia. Peccato che all’epoca non andassi ancora in bicicletta, se no sarebbe stato bello girare quelle valli in bici anzichè in auto…
    Però il pane senza sale, nun se può magnà😉

    Massimo

  3. Pingback: E il naufragar m’è dolce in questo mare…di colline – EROICA 2011 | riky76omnium

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