E il naufragar m’è dolce in questo mare…di colline – EROICA 2011

Di fatto l’unico titolo sensato che mi viene in mente e che si avvicini a descrivere quello che ho provato nella giornata di ieri è proprio questo: naufragare nelle colline, sentirsi fuori dal tempo e vagare per territori inesplorati, passando da un paesaggio all’altro senza soluzione di continuità, in un continuo alternarsi di strade sterrate, di fattorie, campi, vigneti e boschi, per farmi ancora una volta cadere nelle braccia di una delle mie terre più amate. Ma andiamo con ordine e vediamo di fare anche un po’ di fotoracconto, per quanto possibile.

Arriviamo alla casetta affittata da me e dall’amico Davide che ormai è notte fonda di venerdì, dopo un viaggio in auto piuttosto faticoso, compreso il massacrante tratto appenninico Bologna – Firenze.

013Al mattino però il paesaggio è quanto di più selvaggio abbia mai visto: un gruppetto di case nel centro del nulla…boschi a 360° e qualche traccia di presenza umana sottoforma solo di stradine sterrate e cataste di legna, no certo il regno dello shopping, ma forse il paradiso dei cacciatori.

Il sabato mattina è dedicato al ritiro dei pettorali e del tabellino di marcia, l’atmosfera di Gaiole in Chianti è festosa, i mercatini pullulano di ricambi e vestiario vintage di ogni genere e nuovi e vecchi 005appassionati sono alla caccia dell’affare di giornata, Davide invece troverà una sella che si rivelerà perfetta per affrontare il percorso di domenica.

La serata scorre piacevole, a cena in trattoria vicino alla nostra casa. Si rientra e si dà un ultima controllata alle bici per domani: tutto sembra in ordine. Fuori nel cortile, sopra le nostre teste, ci sorveglia il cielo stellato più bello ed intenso che abbia mai visto, il buio totale del borgo fa risaltare centinaia di stelle che  in città restano offuscate, lo spettacolo è incantevole.

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Poi a letto presto, che la sveglia irromperà nel cuore della notte…e così è: ore 4:40, colazione e ci si veste, Gaiole è ancora nel buio ma è tutto un formicolio di ciclisti che si dirigono alla prima timbratura di giornata, pronti a sfidare freddo (quest’anno poco poco) tenebre e tutte le incognite che il percorso riserverà ai temerari.

Dopo pochi kilometri passati nell’oscurità sulla strada provinciale, si apre a noi la salita al castello di Brolio: una stradina sterrata in salita, costeggiata da cipressi in duplice filare (cit.) illuminati d’incanto da altrettanti filari di candele poste a terra, per incorniciare una prima immagine che ha del surreale e magico e che difficilmente dimenticherò…il silenzio interrotto solo dallo sferragliare dei deragliatori e noi tutti a salire con lentezza umana sulla prima asperità di giornata, in anticipo ancora sulla luce del sole…

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Si prosegue lambendo l’abitato di Siena, percepito solo all’orizzonte, per poi 022immergerci letteralmente in quello che sarà l’ambiente di tutta la giornata, colline colline e ancora colline, le più disparate e le più emozionati, tali da offuscare quasi quelle che sono le cugine delle mie origini, le Langhe. Qui si respira un’intensità ed un amore per il territorio che non ha pari, e noi non possiamo che bearci di ogni sguardo che rivolgiamo ai lati della nostra strada, sempre con attenzione a non perdere la giusta linea sulla strada bianca, che finire per terra per aver preso un mucchio di ghiaia o una buca è fin troppo facile.

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033Lungo la via ed ancor più al primo ristoro di Radi incontro tutti i miei amici milanesi, compresi anche ospiti stranieri in incognito, che ormai possono considerarsi della cerchia dei “pedalatori differenti” .

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Si continua poi con un alternarsi di sterrati e di incontri pittoreschi, su tutti una ragazza con dei mini sci sullo zaino (che una volta ci si andava anche a sciare in bici…), un ragazzo su di una bici ancora con il cambio “2 stecche” ed una curiosissima bici francese degli anni ‘20 a due rapporti, uno per la pianura ed uno per la salita…ma quest’ultimo si aziona pedalando all’indietro!!

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Il secondo ristoro (Asciano) scorre via veloce e ne segue il tratto più duro del percorso, con la sfida (vinta, anche se di poco) di non mettere il piede a terra nelle micidiali rampe sterrate di Monte Sante Marie, durissimo, con anche le discese da prendere con la giusta dose di sangue freddo…passato il tratto si alternano ancora asfalto e sterrati, ma ora ci abbiam preso la mano e ci lanciamo in ciclo-trenini attorno ai 28-30km/h insieme ad altri 3 o 4 ciclisti con cui trascorreremo anche la più noiosa ma inevitabile parte in asfalto, fino all’ultima sosta di Castelnuovo Berardenga, da lì il percorso diventa quello dell’andata ma percorso a ritroso, il quale però sembra nuovo sotto la luce del giorno e riserva comunque ancora fascino nella risalita dal lato opposto del castello di Brolio.

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Nell’ultimo tratto il mio compagno di avventura Davide mi vede ancora tonico (in effetti senza crampi stavo bene, ed il connubio pantalone con fondello moderno e sella Brooks curata per 30 anni di fila da mio zio si è rivelato vincente al 100%) scalpito un po’ negli strappetti…ed allora da buon saggio capitano dà il via libera al giovane (si fa per dire) gregario, ed in un attimo mi sorprendo a vedermi girare agile il 53-16 non ho il ciclocomputer ma a sensazione sto dalle parti dei 35-37 orari, l’ultima pianura scorre via in un sorso, il paese festante mi aspetta, tutti i (non) avversari sono alle mie spalle, la (mia) vittoria è di quelle per distacco, in solitaria … l’ultima svolta è l’ultimo brivido, l’emozione di quel drappo di stoffa con scritto in rosso ed a caratteri cubitali ARRIVO mi toglie sia il fiato sia la fatica per un interminabile attimo di sola pura e distillata emozione.

Un piccolo grande ringraziamento finale va al mio mezzo meccanico: quella 046Colnago Super che mi è costata parecchi mesi in caccia di pezzi e parti e che non ha avuto il benchè minimo problema lungo tutta la giornata, compresa nessuna foratura, il che è già una notizia… la bottiglina che gli sta a fianco è sua di diritto, guadagnata sulle strade bianche!

6 commenti

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6 risposte a “E il naufragar m’è dolce in questo mare…di colline – EROICA 2011

  1. red

    tutto molto bello!

  2. Ubaldo

    bellissimo post, trasuda di atmosfera!!!

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