Red Hook Criterium: genio e follia…

…o meglio, il perfetto mix tra i due ed il racconto di una gara diversa dalle solite dove l’atmosfera e l’adrenalina si mischiano in un mix unico.

L’anno scorso era la novità, lo spirito era ancora un po’ pionieristico e la scommessa fu comunque vinta dall’ideatore dell’originaria formula di corsa, quest’anno si è riusciti a rendere più professionale (oddio che termine) la sfida, senza perdere quella mistura di gara urbana illegale e sfida tra pistard che ne ha posto le basi per il successo, diciamolo pure, planetario.

Non posso far altro che annoiarvi un po’ e raccontarvi la gara attraverso i miei occhi conditi in abbondante acido lattico, dato che le cronache della gara di testa quest’anno sono state fatte da due bravi artigiani della parola come Dane e Lele.

Arrivo in zona dopo un esilarante viaggio in compagnia di Federico, aiuto prezioso sia per smorzarmi la tensione alle stelle sia per aiuto pratico con borsa, bici, vestiario ecc… Si nota subito il salto di qualità fatto dalla manifestazione: iscrizioni online, chip per i corridori, traguardo ben illuminato, paramedici e strada chiusa proprio dai vigili. E, quasi come una granfondo (anche se siamo meno di 100 corridori), faccio la mia brava fila per prendere chip, pettorale e pacco gara nutrito, con un cappellino dedicato e un bello zaino nike dalle fattezze molto “tecniche”.

Giusto il tempo di salutare i tanti, tantissimi amici equamente divisi tra spettatori in jeans e birretta e corridori che troverò sul tracciato con cui sgomitare. C’è anche la corsa d’aperitivo con i runners (chissà quanto pretesi dallo sponsor principale…) sicuramente non ci infastidiscono affatto…ma chi “sente” la corsa li vede come omini rossi che si aggirano prima sgambettando poi passando veloci e silenti, ma nessuno di noi riesce a seguirli, fanno la loro corsa, noi siamo ora nella delicata fase pre partenza, dove tutto ti sembra non a posto, dove non ti senti riscaldato a dovere, ma non ti vuoi stancare, dove il minimo rumorino del mezzo di fa drizzare le antenne, dove non sai come vestirti, dove tutto dovrebbe essere perfetto e non lo è, perchè siamo nella vita reale e anche le corse (e questa ancor di più) fanno parte di essa.

Finalmente ci schieriamo per il giro neutrale, la partenza è comunque da fermi, non lanciata come nello scratch su pista, e questo è già un punto delicato: se non agganci al primo colpo la gara si fa subito difficile. Emozionante quando David chiama ad allinearsi in griglia, uno per uno, tutti i dieci top rider presenti, i nomi sono impressionanti per chi conosce un po’ l’ambiente dello scatto fisso urbano: stanotte si sfida il meglio del meglio e già solo essere lì è un’emozione che vale un anno di allenamenti.

Pronti via “go go go” urla David ed il gruppo parte con la lentezza “umana” del dover lanciare da fermo un rapporto (49-14 il mio) fatto per spingere i 40km/h in scia; nessuna caduta di gruppo in partenza (e temevo anche quello) ma un paio di corridori lenti ed impacciati mi fanno perdere sin da subito le ruote buone, dopo il primo giro mi ritrovo pressochè solo a saltare i primi gruppetti da tre/quattro ciclisti che hanno un ritmo al di sotto di quello che per ora riesco ad esprimere.

Ma tanto va la gatta al lardo…..che si ritrova bello che solo, a prendere aria in faccia e senza riferimenti, ovvero quello che mi ripetevo da giorni di dover assolutamente evitare invece mi si para davanti in tutta la sua ineluttabile semplicità, dare tutto solo del perchè sei lì a giocarti la gara più sentita della stagione, anche se le gambe iniziano a far male troppo troppo presto e non riesco a capire se il mio ritmo è buono o se verrò doppiato di lì a breve…tutto è annebbiato, confuso, fuori fuoco l’obiettivo di far bene, che apre dissolversi.

Poi accadono ben due cose che danno la vera svolta, due cose apparentemente molto diverse ma che entrambe si riveleranno fondamentali.

La prima, strettamente tecnica. Accade che mi raggiungono, ad un passo che con fatica riesco ad agganciare, altri 3 corridori di cui due mie conoscenze… Ferdi: cronoman instancabile dalla possenza di una vera locomotiva e con cui mi ritrovai qualche mese fa nelle ultime battute della milano-torino, e paolo/bluedado: già insostituibile alleato nella terror quartara, dove con la sua collaborazione riagganciammo il gruppo di testa e che di fatto mi lancio la volata sotto un nubifragio apocalittico. Riesco a portarmi bene a ruota, in un incrocio di sguardi capiamo che solo la collaborazione tra tutti ci porterà al traguardo…e nasce la gara nella gara, restiamo in quartetto compatto in maniera impeccabile, sembrava provata in allenamento: mezzo giro a testa, cambi regolari, mai strappare…qualcuno dei miei amici a bordo strada con occhio tecnico mi dirà poi a fine gara che eravamo i più “old school”, un vero quartetto di inseguitori uniti non dalla maglia di una nazionale, ma dalla voglia di fare bene a qualunque costo ed onorare la corsa a nostro modo.

La seconda, emozionale, conta quanto e forse più della prima: un tifo che mai avrei pensato, avere degli amici disseminati lungo tutto il percorso che ad ogni singolo passaggio, per 18 volte gridano il tuo nome è qualcosa che ti fa passare tutto: crampi, stanchezza, ansia…stanno lì a prendere freddo (e stavolta era proprio una vera notte d’autunno) anche per vederti passare, per tirarti fuori quello che non sapevi di avere nelle gambe, la tua testa te lo aveva tenuto nascosto, da usarsi solo in caso di emergenza e invece ecco venir fuori tutti i rilanci in quella maledetta salitella dopo la rotonda, tutto il coraggio di tirare ogni volta il mio mezzo giro senza mai rallentare l’andatura senza approfittare della stessa fatica degli altri compagni ed ecco arrivare la capacità di zittire anche i mei immancabili odiati crampi, questa volta i ragazzi hanno gridato più forte di loro, ricacciandoli a tacere…almeno a fin dopo il traguardo.

gara_2011

Onoro anche la volata, anche se dopo tutti quei giri costanti  l’ultimo cambio di ritmo è devastante e non ho lo spunto decisivo per fare di più di quanto la classifica dica. Nel bene e nel male finisco nella posizione in cui dovevo essere, credo che i “se” ed i “ma” non contino o meglio si bilancino tutti tra positivi e negativi, queste sono le corse in bici, questo è il motivo per cui faccio sacrifici che a molti sembrano futili e persino folli, ma infondo l’adrenalina nelle vene non la puoi comprare…o meglio, questa volta costava “solo” quindici euro.

EDIT: e ora godetevi le foto e le foto e le  foto!!

 

 

 

 

 

 

 

 

EDIT2: abbiamo anche il fotofinish!

9 commenti

Archiviato in bici, viaggi

9 risposte a “Red Hook Criterium: genio e follia…

  1. Pierpaolo

    Mitico Riky!

  2. grande riki! avrei volkuto essere lì con voi!!

  3. Bellissimo il post, e grazie per i link degli altri corridori, sto cercando di tirare su tutte le testimonianze possibili dato che non ho potuto esserci!
    Bella!

  4. Pingback: le settimane sante dei #ciclismi alternativi: #eroica @redhookcrit #stairwaytohell @BFFMILANO | riky76omnium

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