(quasi) tutta mia la città, diario di un alleycat

stavolta prendo a prestito un pezzo di titolo del libro dell’amico Roberto, collega di chi questa volta si è cimentato nell’organizzazione di una delle alleycat più folli ed intense a cui abbia partecipato…

Sia come sia, per ogni ciclista urbano deve venire il momento di misurarsi in una competizione, che non può essere nè una granfondo, nè una gara in pista o a circuito nè in mtb ma deve essere una gara dove la bici la si usa in città, nel contesto dove già quotidianamente ci si confronta con i classici “demoni” quali il traffico, le rotaie, il pavè, i sensi unici, le ciclabili inutilizzabili, ecc… e quale miglior teatro se non la peggio città in merito a quando già elencato, unitamente ad un urbanizzazione secolare talmente folle e casuale che sembra dall’alto di guardare una geometria frattale più che la mappa di una città? benvenuti a Milano…

Angelo Ferrillo Photography

Arrivo nel parchetto che c’è già un po’ di gente, l’atmosfera è rilassata e piacevole, tanti ma proprio tanti amici, che alla fine diventa naturale pensare che non stiamo parlando di quell’odioso sostantivo che è “scena”, ma siamo comunque una comunità: variopinta, allegra, scanzonata, animata dalla grande passione per la bici nelle mille declinazioni possibili. Non c’è una bici che somigli ad un’altra, sono tutti pezzi unici e in un certo senso preziosi per come son cuciti addosso a chi le guida…improponibile il confronto con le gare ufficiali, dove al massimo si disquisisce sull’alto profilo dei cerchi e sul carbonio T80Angelo Ferrillo Photography0 al posto del T700…

 

 

Angelo Ferrillo PhotographyNascendo da un corriere non poteva che essere originale la formula di gara: sette punti della città dove prendere in consegna un pacco o busta e sette corrispondenti punti dove consegnarla – tre ore di tempo totali, come nella loro vita quotidiana valgono le seguenti regole:

– se perdi il foglio delle ricevute sei squalificato (aka licenziato)

– se perdi o danneggi la busta/pacco preso in consegna, sei squalificato

– se arrivi oltre l’orario sei squalificato

Insomma, gli ingredienti giusti per vivere almeno al 90% una mezza giornata da bike curier ci sono tutti…ora sta a noi impostare la prova non come una scampagnata tra amici ma con l’intento di far bene ed onorare con il trittico del ciclista = testa-cuore-gambe l’alleycat di Matteo.

Angelo Ferrillo Photography

Compagni d’avventura (impossibile far senza, anche se ho già visto che tutti i vincitori delle alleycat, bene o male, corrono da soli) sono il mio concittadino federico-seriocomico e il pescarese matteo-kutch. Subito ritirato il foglio con su indicate prese e consegne ci mettiamo come certosini ad individuare tutti e quattordici i punti sulla mappa, salta subito all’occhio che alcune consegne coincidono con successive prese, naturale quindi riorganizzare tutto l’itinerario in funzione di questo.

 

Angelo Ferrillo PhotographyFacile a dirsi, meno a farsi, Milano è indigesta e nel nostro candore non ci uniamo a nessuno dei locali, ma ci affidiamo alla mia mappa ed ai miei ricordi di ex-milanese, che un po’ sì ha girato la città…ma da lì a conoscerla ce ne passa, poi ovvio che quel volpone di matteoUBM ha messo i posti più nascosti possibili, frutto delle sue scoperte in due anni di lavoro on the road…ma che per noi sono una vera spina nel fianco. L’entusiasmo è a mille, la prima presa viene facile e la consegna quasi…peccato che per aggiungere un po’ di pepe al tutto la consegna è unita ad una bella prova, ideata dalle menti bacate dei miei compari torinesi: una bella tazza del cesso (nuova eh) piena d’acqua e con dentro le mele da afferrare a morsi, senza mani, al mio primo tentativo tiro su minimo un bicchier d’acqua con il naso che mi fa un effetto fulmicotone al cervello (foto 45/79 del link 10cento)…occhiali bagnati, ma testa che gira a mille!

Via per la prossima consegna, questa è lontana, ma niente paura, quel poco che so di milano è che alla fine con la circonvallazione interna non ti sbagli, è così ci lanciamo a tutta verso nord, destinazione corso Garibaldi. Sembrava tutto facile, ma ad accoglerci c’è quella vecchia volpe di van-gogh/iridefixed che ci intima di legare la bici, toglierci le scarpe (icht!) e correre in fondo al vialetto a consegnare la busta…altra chicca, al ritorno non troverai le tue scarpe…e se non hai legato  la bici, manco quella! (così impari sulla pelle che in città fosse anche per 3-minuti-3 la bici senza legarla per bene Non ce la devi lasciare!)

Angelo Ferrillo Photography

E via che si riparte…questa volta il percorso è lungo sul serio, si va quasi verso linate, dopo un paio di mie colpevoli svolte errate arriviamo sulla strada buona (ri-circonvalla) e becchiamo al primo tentativo la svolta per il vialone che ci porterà dritti dritti alla consegna. Qui viene subito fuori che davvero in città e per tratti intorno ai 6-8km la bici è superiore, il vialone è tutto costellato di code e codarelle di auto e noi sulla via preferenziale (legalmente consessa a bus tram taxi e bici) mettiamo giù un’andatura da passisti alla parigi-rubaix: compatti, instancabili, costanti e determinati, arriviamo alla consegna prima del previsto, trovata facile grazie a due ragazzini che erano lì vicino a giocare con le loro bmx e vedendoci capiscono subito che siamo del gruppo “folli in bici al sabato pomeriggio”. Consegna-ritiro ok, via per l’ultima consegna…il posto lo so e da lì non è troppo distante, si va verso corso buenos aires…al check point incontro di nuovo vecchi amici ed assieme alla geniale trovata di lasciare le impronte digitali delle cinque dita, c’è pure da mandar giù una bella golata di infuso alcolico…

Angelo Ferrillo Photography

Non ci resta che andare all’arrivo…dalla parte opposta alla città, sarà stato l’alcol o l’apprensione per la notte ormai fonda…fatto sta che provvedo ad un doppio letale errore di percorso che ci fa perdere tanto troppo tempo, ed essendo questa la “no time to loose” diventa una bella tegola su di noi. Nonostante questo la pedalata è incredibilmente fluida e salvo lo spavento per un incidente evitato al millimetro da federico, arriviamo ancora in tempo ai neri cancelli del bitte, stanchi sì ma la sensazione prevalente è sollievo ed ammirazione: sollievo per esser passati indenni nella delicata operazione di trapassare più volta le budella di milano uscendone indenne e perfino divertito (ok, anche un po’ orgogliosetto dai…) e ammirazione per chi ormai come un chirurgo consumato questa operazione la compie ogni giorno, su percorsi sempre diversi sempre nuovi dove per mille fattori, ogni giornata non può mai essere uguale a quella precedente.

Grazie Matteo ed alla prossima!

(ed un grazie ad angelo per le meravigliose foto…meno male che non avevi voglia di scattare eh?)

3 commenti

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3 risposte a “(quasi) tutta mia la città, diario di un alleycat

  1. azz che bel report…non ne ho mai fatte però mi fai venir voglia di provare…

  2. Ho divorato il libro di Roberto in pochissimo tempo. Ho apprezzato alla grande i piè di pagina – nozioni musicali..Chicche a non finire..
    L’altra mattina sono uscita e mi sono guardata intorno. Un gelido fotonico.. E mi sono chiesta come fa Peia ad andare in giro tutto il giorno..? Ci ho pensato talmente tanto e intensamente che ho smesso di lamentarmi per il freddo alle mani..

    Hai fatto proprio un report da 110 con tanto di lode.. Prima o poi tocca provare! Complimenti ad Angelo per le foto!

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