shave: my morning little friend

un piccolo, piccolissimo post su quanto mi piaccia dedicare un po’ di tempo a me stesso, almeno due volte la settimana facendomi la barba…

 

Chi mi conosce sa che non sono troppo attento al look, acconciatura vestiti e simili, anzi vi confesso che uno dei maglioni a cui tengo di più è appartenuto a mio zio…avrà tipo 30 anni ma ancora mi veste come un guanto. Detto questo però devo ammettere che in piccole occasioni mi piace prendermi cura del mio aspetto, in particolare per il classico sbarbamento, e allora vi racconto come inizia la mia mattina del lunedì (e in genere anche del mercoledì, cioè oggi) entrando nel poliedrico mondo della rasatura per ometti.

Peggio che i dualismi destra-sinistra, slip-boxer, coppi-bartali, il “come” farsi la barba (o il fatto di non farsela…) è soprattutto fare una scelta direi quasi politica, ovvero decidere se far solcare le proprie guance da una silenziosa e fredda lama d’acciaio o da mille roteanti lamette animate dall’energia elettrica. Per dare un contributo alle scienze antropologiche faccio anche che allegare qui di seguito pure un bel sondaggione, tiè.

Inevitabilmente mi schiero dalla parte della rasatura umida, anzi peggio! In questo campo sono un tradizionalista/integralista che nemmanco i talebani (esempio sbagliato, loro son barbuti, sigh): per me la barba è solo ed unicamente a mono lametta, con rasoio di sicurezza, inventato proprio da monsieur Gillette, previa insaponatura con pennello e sapone da barba: l’immarcescibile vasetto verde della toscanissima Proraso.

Questa una panoramica dell’attrezzatura di casa

032

Ci impiego parecchio nell’operazione, almeno un quarto d’ora, il che nell’economia della mattina è un tempo lungo, parecchio lungo (per la colazione sto intorno ai 4, a vestirmi anche meno…) ma le sensazioni che sa dare il pennellone in tasso sulle guance già mi ben dispongono a seviziare la pelle con la lama (ok ok, sorry tasso…lo so, anche tu avevi una famiglia che viveva nei boschi, ma sei qui da quasi 20 anni e non ti cambierò per i prossimi 20 minimo, ok?). Si passa poi all’assemblaggio del rasoio: anche qui sarò maniaco ma uso la stessa meticolosità che avrei montando una smith & wesson calibro 38; sempre gli stessi movimenti, misurati essenziali, preparano lo strumento che a mio parre è uno di quegli oggetti capolavoro del genio umano: semplice, funzionale, ergonomico ed indistruttibile.

La lama prescelta ha anche lei una di quelle forme senza tempo, odora di anni ‘30 e bell’ epoque nella stessa maniera in cui sa di marinai anni ‘50 e di punk anni ‘70, tanto che non ho resistito a renderle omaggio imprimendone anche un’immagine sulla mia pelle. Mi spiace per il signor Gillette di cui sopra, ma le uniche che vanno veramente bene sono le inglesissime Wilkinson: filo spettacolare, tagliano da dio e alla decima barba sono ancora perfette come la prima, peccato che si trovino sempre meno…io ormai ho una tabaccheria di fiducia dove le trovo a colpo sicuro,  ma temo un po’ per il futuro…

Altro grande vantaggio è che con quel rasoio è assolutamente indifferente quanto sia lunga la barba prima di tagliarla. Una volta l’anno mi diverto a far crescere la barba per un mese filato, con l’occasione faccio anche un bel censimento periodico delle “zone bianche” constatandone l’avanzamento. Bene, dopo un mese di crescita tagliarsi la barba con le moderne bi-tri-quadri-penta-lamette può rivelarsi un’esperienza al limite del frustrante o costringerti a dar prima una passata con il taglia capelli elettrico prima di passarci la lama. Con il rasoio classico invece si rivela semplice come una rasatura canonica, con in più il piacere di portar via in una sola passata un mese di “folta” incuria, vi assicuro che è libidinoso!

Per finire mi concedo un tocco di modernità, non affidandomi al classico after-shave ma ad una moderna crema dopo-barba, anche se mi manca tanto quell’odore di “tabac” che aveva mio nonno: è stato lui il mio maestro dell’arte della rasatura e farmi ancora la barba così è anche un modo per ricordarlo spesso, compiendo quei gesti che lui faceva con tanta disinvoltura dettata da decenni di pratica continua…ecco, alla fine ho capito di aver scritto questo pezzo proprio perchè mi piace onorare quello che è stato il mio vero maestro di vita. Chi ti insegna a raderti infondo è chi ti insegna a diventare adulto.

2 commenti

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2 risposte a “shave: my morning little friend

  1. Sono passato ad un rasoio di sicurezza anche io recentemente, un Merkur.. Adesso farsi la barba è tutta un’altra storia 😀

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