sale, sole, fatica e sudore–la mia #alleyfuck 2012 a #Torino

L’appuntamento cittadino dell’anno, quello da non mancare, quello che tutti si aspettano qualche cosa… provo a raccontarlo così come l’ho vissuto, anche se in maniera parziale e di parte, ma questo infondo a chi importa?

alleyfuck_sticker

E anche quest’anno ci ritroviamo a Torino, con l’ondata delle bici a scatto fisso che nonostante tutto cresce, con qualche grande vecchio che manca e tante facce nuove ancora animate sia dall’entusiasmo della novità sia anche (e per fortuna) dalla quella luce in fondo agli occhi che solo il ciclismo, “qualunque” ciclismo, sa donare a chi si butta senza riserve su di un sellino.

Il clima doveva essere propizio, salvo uno scherzetto dell’ultim’ora, che lascia Torino sotto una coltre di nubi/nebbie che non fanno passare il sole…e ci ritroviamo alla partenza, tra ancora tanti cumuli di neve stringendoci tra le braccia i miseri 3°C che ci sono rimasti … migliorerà, ma ora noi non lo sappiamo.

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Le facce amiche sono tante, tra incontri con chi non manca mai, con chi ha lo sguardo un po’ spaesato alla sua “prima alley”, ed incontri che aspettavo da anni (grande Fabio!). I minuti scorrono fin troppo veloci ed è ora di radunarci nel pratino misto neve (costellato di simpatici “bucaneve” marroni molto aromatici…) per le veloci istruzioni di rito…2 ore, poche sempre poche, per raggiungere 10 differenti checkpoint in città, uno da lasciare rigorosamente per ultimo, per finire con l’arrivo ai giardini reali…mi piace.

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3, 2, 1, via! subito a raccattare il foglietto con i checkpoint (manifest) e via con mappa distesa sulla panchina a iniziare a districarsi tra i nomi delle vie e imbastire l’itinerario… arrivano a salutarmi due cari amici che era un po’ che non vedevo (alex e raffaella) e da bravi torinesi loro mi danno una manina a mettere un po’ in fila tutti i punti da raggiungere. Noto subito che c’è un bel gruppo di punti in zona mirafiori, per poi lanciarsi ad est a finire i restanti punti…l’ultimo check in collina… nulla da temere, ma se sbagli la salita potrebbe non perdonare la gambe già affaticate (aka crampi a gogo).

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Mi sembra sia tutto ok, parto, e questa volta parto da solo (e mi scuso con quelli a cui ho declinato l’invito a farla con loro…) perchè la volevo vivere così: solo io, torino, un foglio A4 con i check marcati ed una mappa…. perchè alla fine il bello è correre contro se stessi e contro il tempo e mettersi ancora una volta in gioco e piuttosto sbagliare io ma non trascinare nessun altro in fallo, oppure gongolare nella remota ipotesi di trovare qualche bella scorciatoia all’interno della famigerata griglia urbana torinese….

Primi due check volano via in un lampo, ma nel puntare verso il terzo (de cristoforis) compio l’errore fatale… mi dimentico di via negarville che ancora un po’ è a Beinasco… e son già passati 45 minuti…poco male comunque, vado anche (aridaje) alla fontana liberty sotto Torino Esposizioni dato che era vicina..e lì Cisco mi fa prender coscienza della strada che mi aspetta…niente paura, parto che ancora la gamba tiene e in un tempo ragionevole arrivo in via negarville, dove finiscono i check ad ovest…

Il tragitto fino a via borsi si rivelerà bello e micidiale al tempo stesso: bello perchè per una sorta di “magia delle gare” la gamba dopo qualche km sembra risorgere, tengo un ritmo deciso, regolare, i panorami e le varie facce della città mi passano davanti, una dopo l’altra, senza soluzione di continuità, ed il mio personalissimo viaggio mentale mi fa pensare di essere quasi ad una di quelle crono semi cittadine che spesso condiscono i grandi eventi ciclistici come il Giro. Le gomme generose in più fanno anche digerire qualche tombino di troppo e in un tempo che mi è borsi1sembrato brevissimo mi trovo ad interrogarmi sul dove sia il numero 6 di via borsi… saprò dopo che ha mietuto parecchie vittime, la Dora che separa in due la via, unita ai lavori sul tratto ciclopedonale e condita dal generale inverno fa perdere a tanti minuti preziosi e mi accorgo che finirla in un tempo prossimo alle due ore è oramai un miraggio.

Mi tolgo però la soddisfazione di farmi il vialone di corso Regina nelle corsie centrali, rivaleggiando con le (poche, a dirla tutta) auto del pigro sabato pomeriggio. Passo anche davanti al mio ufficio e mi sfiora il pensiero del tipo : “chissà se mi vedessero i miei capi cosa penserebbero…” trapasso l’ancora affollato “suk” di piazza della Repubblica (dove anche lì poi saprò di gesta ciclistiche a zig-zag tra le bancarelle degne di un mix tra Blues Brothers e Indiana Jones e il tempio maledetto) e arrivo al check gestito dal buon Naos che mi passa di sottobanco l’info dell’ultimo check a casa di Gherli, non sapendo che ho già saltato via principi d’Acaja (presidiato da Fede e Cello, sorry guys) e che ormai il tempo è sostanzialmente scaduto.

mappa1

Opto per dirigermi verso l’arrivo, complice anche la sua vicinanza, con le gambe che vorrebbero ancora correre, ma la testa che ha tirato giù la saracinesca, non più capace di focalizzare altri obiettivi perchè comunque appagata dei kilometri fatti. E non tanto come sommatoria (alla fine saranno qualcosina meno di 50) ma per come sono stati portati, tutti tirati, senza rifiatare, con l’attenzione alta a passare gli incroci in qualunque condizione, ricalcolando gli itinerari per piegarli ai flussi del traffico e della semplicità di percorso dato che non sempre la via più breve è anche la più veloce, ma è anche vero il contrario che non sempre il grande vialone ti fa risparmiare sufficiente tempo e sufficiente gamba per chiudere un alleycat in giro per la città. (inserisco di seguito anche l’itinerario navigabile, così vi fate due risate)

All’arrivo di un alleycat poi non ci sono mai veri vincitori e veri sconfitti, ognuno si confronta con gli altri per poi fare i conti con se stesso. Ancora una volta in termini di rapporti umani, esperienza, adrenalina, e cibo mentale vario, il conto è decisamente in attivo. Alla prossima!

premiazione

1 Commento

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Una risposta a “sale, sole, fatica e sudore–la mia #alleyfuck 2012 a #Torino

  1. Ottimo, che dire..:) Grandioso.. Fotonico? Sia per la tua impresa, sia per il racconto. Ora però mi hai trasmesso l’ansia della vigilia di una gara.. Mhhhh…
    Adesso mi passerà con una bella pedalata sotto la pioggia milanese… \m/*_*\m/

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