come se fosse una piccola Milano – Roubaix #private2 #alleycat

flyer privatepartiamo dal fondo, dalla certezza di aver vissuto quella che non poteva che essere l’alleycat dell’anno, il piccolo (in rapporto al ciclismo) grande (in rapporto alla nicchia del ciclismo urbano, scatto fisso ecc…) evento del 2012. Rientrando a casa sull’A4 i chilometri sembrano scorrere veloci, mai così veloci rispetto a tutti i miei tanti rientri dalla città dalle mille facce, i residui di adrenalina ancora in corpo e le ottime chiacchiere scambiate con il mio amico Luca, che a condiviso con me la giornata, anche se da una differente prospettiva (quella di essere ad un checkpoint).

Ed eccoci, lanciati sull’A4 verso milano, sole caldo, la giornata promette bene, sento al telefono gli altri torinesi e mi conforto, non sono poi così in ritardo come temevo, da buon maniaco della puntualità. Io e Luca parliamo di un po’ di cose e al solito un compagno di viaggio mi è tanto d’aiuto a spezzare la tensione che caratterizza ogni mia gara (ed in fondo resta uno degli aspetti migliori delle “mie” gare). Parcheggio facile, vicinissimo alla partenza, quel parco Ravizza a cui son passato mille volte a fianco senza avere un motivo per addentrarmi; oggi il motivo è la Private 2 alleycat, la gara per ciclisti urbani, dove (magari già lo sapete ma la faccio breve….) non servono solo le gambe ma anche parecchio la testa, dove l’itinerario migliore lo devi ideare tu e non sempre è il più breve o il più rettilineo, dove devi organizzare e gestire le tre ore di gara come se fosse un vero lavoro da bike messenger e, come accade loro, al termine della giornata non ci sono ricchi premi e “pasta party” (brrrrr) ma una pacca sulla spalla ed una birra fresca quello sì.

iscrizioni

Siamo tanti, tantissimi in proporzione (i numeri diranno oltre 140) e dopo il sipario fotografico dei riders, le mille chiacchiere e le formalità dell’iscrizione si inizia a far sul serio: bici tutte a terra, legate e corridori giù in fondo…

piccola sorpresina, il Manifest_private 2 (il foglio dove sono segnate tutte le prese e consegne da effettuare) non è consegnato alla partenza, ma in piazza Sraffa, a soli 500 metri, ma che fanno già subito la differenza, arriviamo al parchetto della piazza come un’orda di barbari e agguantare un foglio A4 diventa di per sè una piccola impresa.

flyer

flyer da prendere sull'albero

Trovo però un bell’angolino all’ombra dove fare quel che Matteo dice sempre: ragionare, ragionare e ragionare. Inizio a fare una selezione delle consegne, le due da “soli” 5 punti proprio non le considero, visto che finire oltre il tempo massimo di 3 ore è un mio spauracchio e dopo una volta, non mi voglio più scottare.

Inizio a segnare i punti su quel drappo di carta che racchiude un’intera città, qualche parte ancora sana e ragionante del mio cervello AB-Normale (cit.) inizia ad “unire i puntini” e a creare una serie di ipotetici tracciati, come una ragnatela che si costruisce al contrario, da tanti fili man a mano iniziano a sparirne alcuni gruppi e via via da una tela complessa emerge una sola linea spezzata, che d’ora in poi sarà il mio filo che separa me dal traguardo… magari ci sarà qualche piccola deviazione, ma la rotta è questa: nel bene o nel male la gara è già vinta o persa qui.

milano

milano sulla carta

E allora via, banalmente alla presa più vicina in viale Filippetti, ovviamente non in vista, ma in un parchetto interno di una via interna, vedo subito due facce amiche, la Lolla ed il mio twitter-idolo Pak (finalmente in carne-ossa-baffi-alcol), sono appena partito e quasi vorrei far 2 chiacchiere, ma il tempo corre ed uno dei pregi/difetti delle alleycat e che se anche la corri da solo (come piace a me) alla fine hai perennemente quel fastidio addosso, alla bianconiglio per intenderci, di sentirti in ritardo… e forse una delle caratteristiche che ti fa amare queste gare è (anche) questa.
Riparto e la consegna corrispondente è piuttosto vicina e in linea con la mia rotta generale; e allora su per corso di Porta Romana, ad iniziare ad assaggiare il pavé milanese (e se non lo conoscete fatelo almeno una volta in bici, altrimenti il mio racconto perde circa il 35% di efficacia…). Consegna facile e veloce e pronti fino in fondo al corso per la prossima presa, nulla di difficilissimo, solo un po’ di giri attorno a piazza Missori ed il check è bello che fatto.
La prossima presa però è un filino distante, sopra il parco sempione e l’istinto mi guida fino al mio “caro” castello sforzesco, quindi cordusio-via Dante….ma attenzione: se il traffico delle auto oggi è piuttosto magnanimo stante il ponte del 1° maggio, la folla di turisti e affini che affolla la pedonalissima via dante è come un campo di asteroidi per un pilota di X-Wing, una bella sfida, dove la gestione della velocità con lo scatto fisso mi aiuta tantissimo nello svicolare a testa alta e sguardo a 180° fino in foro Bonaparte, da dove i vialoni mi conducono in poche pedalate fino alla piazzetta della Santissima Trinità, dove ancora non lo so ma la prima matteo-bastardata è in agguato.

Piazza con bambini, vecchietti, cani al guinzaglio…ma del check nemmeno l’ombra, faccio un giro… due….ed iniziano i pensieri malsani (oddio, ho sbagliato, era piazzetta “alla” trinità e non “della”… oppure ce ne sono due e io non lo so, oppure era la trinità di rozzano e non di milano…) se non chè arriva un altro corridore, che ha l’ardore di chiedere informazioni ad un cameriere e come d’incanto ci indica una viuzza senza uscita dove giù in fondo nascosti c’erano gli omini del check, simpatici affabili quanto fottutamente introvabili. Anche se non li ho mai visti prima loro conoscono me (potere del forum social web networking? boh…) e, dopo avermi offerto acqua e una provvidenziale banana, mi fan subito capire che non sarà così banale da qui in poi: c’è una consegna intermedia prima di fare la consegna finale di questa presa…ergo eccola qui la sorpresina n°2! Al momento non ci dò troppo peso, la consegna intermedia è comunque ancora sulla mia rotta, vado, non è distante ma devo attraversare una piazzetta pedonale con qualche zig zag, arrivo in vicolo Chizzolini dove non ho nemmeno il tempo di riorganizzarmi e stendere la mappa che accade la svolta della mia alleycat, la svolta della giornata tutta: arriva al check la brigata UBM-unita, milano+bologna, con quelli che sono anche amici: Pier, Giò, Vale e Simone (che conosco oggi) più messer richard aka mr. fixedforum  in persona (ed era anche ora di conoscerlo, stante il mio esser moderatore con ormai più di ottomila post all’attivo).

io pier e richard

io pier e richard

Da qui in poi starò con loro e il mio approccio alla gara cambia radicalmente, cambio la casacca e divento una specie di gregario (di lusso? beh, non esageriamo) e cerco di tenere compatto il gruppo e far l’andatura per tutto il resto della gara (mancano poco meno di 2 ore ancora). Mi fido ciecamente di loro, ovviamente, e d’ora in poi so che potrò anche esplorare il lato puramente ludico di girare a cannone per milano, senza avere il costante dubbio di fare o no il percorso migliore e di dove conviene svoltare.

io e gli ubm al check

io e gli ubm al check

Arriviamo alla consegna finale di via Correggio che l’omino del check è arrivato da 2 minuti 2… quel che si dice “just in time”! Arriviamo in via Fara per la presa in una volata: intensa, adrenalinica come volevo/speravo e alla fine devo constatare con piacere che oggi la gamba c’è, poche storie, quindi la tattica è non risparmiarmi nemmeno un metro, star davanti o al massimo affiancato a chi è davanti (quasi sempre Pier di bologna, che spingeva un rapporto degno di cancellara nei giorni migliori). Anche qui la consegna è da fare in due parti, ma ormai questo non ci spaventa più, anche piazza Gambara è lontana…. ce la teniamo per dopo. Ora siamo in rotta su via Lincon, altra viuzza, ma troviamo facile l’uomo di Ciclistica Squadra Corse, che come un demone tentatore ci offre una nuova opportunità: un extra check da fare per 10 succulenti punti. Qui interviene la vale, taciturna quanto preziosa, che esclama un fragoroso “la SO!!” e che conosce l’impossibile , di fatto a pochi metri da piazza della Scala, mentre la consegna è nell’arcinoto ponte che collega porta Genova a via Tortona (il centro gravitazionale del fuorisalone-Milano-capitale-design).

pavè milano

milano pavè

E qui arriva il cuore della gara, quello che mi ha suggerito il titolo che avete letto qualche centinaio di parole prima, ovvero che infondo questa alleycat, come penso sia stata pensata nella diabolica mente di Matteo, è di fatto una sorta di piccola “Roubaix a spirale” che si contorce per la città meneghina e via via ti fa percorrere tutti i principali tratti in pavé, qualcuno più scorrevole, qualcuno corto, ma anche qualcuno pesante, sconnesso, lungo, impossibile. Ecco, stante il paragone, qui (da piazza alla scala giù per tutta via torino – via correnti – corso genova) siamo in piena foresta di Aremberg, dove un qualsiasi errore non viene perdonato, dove un guasto alla bicicletta di fa rimanere lì ad aspettare un ammiraglia che non arriverà mai, dove un calo di concentrazione, anche minimo può essere fatale, visto che qui a complicare il tutto ci sono anche le maledette rotaie del tram e dove, infine, se la gamba non è quella giusta e la presa sul manubrio non è ben salda, i pochi kilometri da fare diventano oltremodo massacranti e maledettamente infiniti…. con me oggi la nera foresta è stata buona, sarà anche il set-up della bici azzeccato in pieno (ruote basso profilo, gomme extralarge, rapporto agile, pedali automatici) e quel giusto mix di esperienza-allenamento-culo, ma alla fine arriviamo al verde ponte dove anche far le scale a salire e a scendere con la bici in spalla (deja vù pazzesco del mio primo inverno passato a far ciclocross…) non è affatto un grosso problema.

Il resto ormai è (quasi) roba facile, ci resta solo da fare un bel tratto di circonvallazione dove mi improvviso una specie di Tom Boonen dei poveri e mi metto davanti a tirare per tutto il tratto, fatto così tante volte nel mio passato milanese e che oggi scorre sotto i copertoni come il velluto, e mi sento con i conti a posto a faticare a testa bassa e tenere tutti dietro di me a godere della scia; loro infondo ci hanno messo la testa e la conoscenza della città come solo chi fa 70-80km in giro tutto il giorno (5 su 7, estate/inverno) può avere e gli ultimi check ed il traguardo sono talmente limpidi nelle nostre menti che arrivano ancor prima di quanto mi immaginavo.

Il traguardo di via Conchetta è raggiunto con quasi 20 minuti di anticipo sul tempo limite, siamo di fatto il secondo gruppo arrivato, e poco importa se io a differenza degli UBM boys ho saltato a piè pari i due check da 5 punti ciascuno, la soddisfazione di aver corso in quel modo fino alla fine è superiore. I freddi numeri di cronaca diranno decimo assoluto e terzo tra gli out of town.

qui l’intero mio percorso.

arrivo

arrivo

La festa di fine gara è rilassata e piacevole, come lo è stare tra amici che sembrano essere amici da sempre e che mi dimostrano, ancora una volta, che la semplicità di una bici a cui manca quasi tutto, alla fine ti dà molto di più di quanto tu possa pensare, anzi è proprio pedalando su di una bici senza niente che alla fine molti di noi hanno trovato un nuovo punto di vista da cui osservare e qualche volta capire un po’ del mondo che gira intorno a noi.

11 commenti

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11 risposte a “come se fosse una piccola Milano – Roubaix #private2 #alleycat

  1. ubaldo

    Stupendo, dai sempre la sensazione di esserci, anche in questo caso!

  2. mAs

    Bellissimo, purtroppo me la son persa, ma così l’ho un po’ assaporata!

  3. .. Occhi puntati sul tuo racconto strabiliante e coinvolgente, come se avessi vissuto in primis l’esperienza magica della Private 2 alleycat. Hai saputo spiegare bene ogni snodo del tuo racconto lasciando trapelare le emozioni insieme ai punti logistici senza esagerare né da una parte né dall’altra. Le immagini rendono ancora di più l’idea del tuo racconto.. In particolare quella che ritrae il maledetto pavè milanese che pare essere “silky smooth”cit.!
    Apprezzato e condiviso il gran finale. Not many of us really get the true meaning of riding a bike.. But u do.
    A questo punto posso evitare di prendere parte alle gare. Vivo l’esperienza lo stesso leggendoti e facendo di conseguenza zero fatica:)
    Grazie per il racconto e complimenti per la classifica, u are a f*#kin’ fast cat!

  4. alessandro

    Bello davvero, capperi!

  5. bessone

    io mi leggo riky che alla fine non conosco, ma empatizzo.

    però non è che puoi modificare le impostazioni del feed rss in modo da mostrare l’intero contenuto e non solo l’anteprima così evito di dover venire sul sito? sono svogliato😀

    Grazie😉

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