un’ora sola ti vorrei #ciclismi

…perchè alla fine per una storia o per un’altra il classico giro di lancetta lunga è il tempo a cui riesco a dedicarmi allo stare in bici, per molti possono sembrare poche ed in effetti lo sono, ma alla fine ho imparato a farmele bastare quasi sempre… vi racconto come.

 

Ancora non mi è mai capitato di dire il classico “oggi no”, non ho voglia di andare in bici” e nemmeno mi riesco a far piacere l’usanza delle 2 o 3 settimane di stop a fine novembre/inizio dicembre, perchè infondo a dettare gli stop ci pensano già troppi imprevisti sotto forma di beghe al lavoro, raffreddori ed influenze varie, infortuni e via si seguito, casomai posso dire “oggi niente bici da corsa”, ma ho la fortuna di avere uno strumento a pedali per ogni tempo e (quasi) ogni situazione.

Ne segue anche che il tempo a disposizione è più o meno sempre un’ora abbondante, raramente due… un paio di volte l’anno mi regalo il classico giro alpino oltre le 5 ore pedalate, ma torniamo all’ora al dunque Occhiolino

Per chi non va in bici un’ora di sport sembra già un tempo più che sufficiente per “tenersi in forma”, ma non sanno che chi ama veramente la bici non lo fa per stare in forma, alla fine non lo fa nemmeno per andare più forte, bensì per “sentirsi” più forte… viene parecchio da dentro questa sensazione, ma quando prende possesso di noi è finita… inizia la dipendenza da endorfine… simile alla corsa a piedi forse… ma il mix di droghe (legali) endorfina+adrenalina data dalla velocità non la si ritrova da nessun altra parte neanche nel latte+. Quindi il mio impegno quasi quotidiano (ed in questo comunque mi ritengo fortunato) è quello di, in un certo senso, sovvertire le regole dettate dal buon Einstain e fare in modo di distorcere lo spazio-tempo e far diventare un’ora in bici qualcosa di più del semplice: 60 minuti passati usando un attrezzo sportivo.

Alla fine non è nemmeno troppo difficile, si contraggono tutti i tempi morti, ormai a cambiarmi in macchina son diventato un maestro (fino a che non mi fermeranno per atti osceni in luogo pubblico continuo imperterrito) e poi via, partire subito agilissimi per far salire la fornace del cuore e regalare al corpo un massimo di 4-6 minuti di warm-up (il defaticamento poi non esiste, lo si fa in auto mentre guido per tornare a casa). Non di più, tanto alle gare raramente ci si riesce a riscaldare bene, quindi perchè non “allenare” a modo le partenze a freddo, anche se stanno proprio al capitolo “cosa non fare” di qualsiasi manuale di ciclismo.

poi si parte seri, concentrati,  forte o comunque al meglio delle nostre possibilità, i numeretti in continuo mutare del cardio frequenzimetro non sono che un’indicazione non certo sullo stare esagerando (sto volutamente esagerando) ma sul far capire se è la giornata giusta o meno: come un motore da competizione, il salire e scendere rapido di giri, “copiando” il percorso scelto quest’oggi è la vera cartina tornasole della macchina umana; e raramente sbaglia… quali sono stati i battiti medi e massimi lo si guarderà poi a casa, per soddisfare solo le bramosie di statistica.

la strada che a volte è nera,  grigia,  di mille  sfumature di marrone, o magari di un levigato bianco latte e, caso ormai un po’ più raro e affascinante di un profumato color abete di svezia, poco conta quanto lei salga o quanto resti piatta, se ho fatto bene i conti ho con me la bici adatta proprio per quella situazione lì, ora, adesso. in un certo senso ormai riesco a far quasi “sparire” la bici, facendola diventare solo una parte non essenziale del gioco, perchè per quanto siano tra gli oggetti più belli del nostro tempo, in quei frangenti quello che amo ascoltare è il motore, e per questa volta il motore sono io.

Proprio come chi (a ragione) dice che anche ascoltare un V12 è musica con la stessa dignità è grandezza di un’opera classica, così a volte riesco a perdermi nell’ascoltare quello che ha da insegnarmi il mio corpo. Mi racconta di cosa funziona e cosa no, di quanto ha gradito la “benzina” dell’ultimo periodo o se c’è qualcosa che si potrebbe modificare per farlo rendere ancora meglio. Mi racconta soprattutto dei troppi sottovalutati odori e profumi che si sentono, se si presta attenzione è un continuo bombardamento di informazioni quello che proviene dal nostro olfatto… a volte risvegliano ricordi che sembravano persi, invece erano ancora lì solo sotto la brace, pronti a riprendere fiamma, a volte ci raccontano di cose che non possiamo vedere, come i profumi dei cibi che qualche signora sta preparando proprio in quel momento, quando attraversiamo quel piccolo borgo in montagna, intervallando quel ricco ed inconfondibile odor di bosco, di cui le mie narici non son mai sazie…ancora più di sorpresa a volte riescono addirittura a ricordarti una persona, materializzando davanti un ologramma che nemmeno il vederne una foto riuscirebbe a scaturire ricordi così intensi e profondi.

E poi ineluttabilmente arriva lei, sua signora la fatica, quella che alla fine tutti cerchiamo e vogliamo sfidare, a volte anche con una certa spavalderia, ma che riesce sempre sempre a condurci ad un passo dal precipizio…. e niente bende sugli occhi, qui si è costretti a guardare giù, a vedere cosa potrebbe voler dire mollare, rallentare, fermarsi, girare la bici e tornarsene mesti a casa. Ma mai riusciamo a dargliela vinta così facile. In un’ora riesce a far visita un sacco di volte ed ogni volta è sempre più difficile ricacciarla indietro, ci mette alla prova, ci conduce quasi sempre oltre il limite in cui a mente fredda e seduti in poltrona diremmo basta. Invece continuiamo, chè tra un po’ magari spiana, che tra un po’ c’è quella fontana dell’alpeggio, che tra un po’ un’ora è passata e qualcuno una volta è stato così bravo da respingere la fatica per lunghissimi 51,151km.

3 commenti

Archiviato in bici

3 risposte a “un’ora sola ti vorrei #ciclismi

  1. Angel

    bon, con questa è fatta. Volevo già intraprendere questo discorso dell’ora anche se sarà uno dei miei mille discorsi, ma il tuo bel post è stato la decisione definitiva. Il mezzo è da montare e lo vedrai in pista con le appendici che mi regalasti e forse un bull dalle corna ricurve. Guarnitura strada c-record se riesco a prenderla e mozzo sheriff posteriore. Ruota assos super leggera a 28 raggi mozzata super record, sgancio rapido in titanio vintage (e forse a questo punto pure l’asse). Il telaio? non te lo dico ma probabilmente ti piacerà,rosso passione:), le sue geometrie sono alquanto particolari.
    a questo punto con un 52 che consigli per l’ora?

    • ottimo, entusiasmo e porsi degli obiettivi, hai già fatto un grande passo! Io per provare l’ora in pista metterei 52-15, sviluppa un filino meno del mio solito 49-14 di modo da tenerti lì sempre a filo soglia cardiaca… in bocca al lupo e a presto!

  2. Ubaldo

    qualità qualità qualità! E soddisfazione, soddisfazione, soddisfazione!

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