gambe, cuore, polmoni e cervello: la mia #mipvIII12 #ciclismi

…con ancora nell’aria un pizzico di rammarico per la mia mancata presenza alla Milano – Torino che come sempre aspettando con pazienza viene fuori la possibilità di partecipare alla terza edizione della Milano – Pavia – Milano, nata con spirito ancora più goliardico e avventuroso della blasonata Mi-To, ma diventata anche questa una gara ad interpretazione libera, dal corridore vero al passeggiatore lungo alzaia, tutti con pari dignità possono partecipare, ed il bello di essere a queste gare è proprio quello….

spoke

 

023Parto in orario da casa, bici caricata in macchina con assetto preparato sere prima e già provato in velodromo. La ruota posteriore (il vero cuore di una bici a scatto fisso) appena assemblata, fatta tanto per avere anche un set copertoncino al posto dei classici tubolari da pista, sembra esser bella robusta e scorrevole nonostante gli anni sulle spalle ai suoi singoli componenti. 

 

028Non so se anche il mio iPod oggi fa il tifo per me, ma in modalità “shuffle” mi regala una sfilza di canzoni ad alto tasso adrenalinico, dai pennywyse ai deftones, passando per kyuss e converge… insomma c’è di che caricarsi come si deve e siccome sono anche da solo in macchina non mi risparmio nel tentare di emulare il growl di Jacob Bannon (terapeutico, garantito).

partenza2

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Arrivo alla partenza, che guarda caso è stato il punto di partenza di tanti miei giri nella bassa milanese, con un sacco di amici diversi, chi all’inizio dell’avventura ciclistica, chi invece esperto e smaliziato al punto di farmi patire per stare a ruota. Ed ecco ritrovare subito le facce amiche quelle che ho visto in un certo senso crescere sia in numero sia, soprattutto, in qualità e competitività. Parola quest’ultima abusata, ma qui calza a pennello, dove in pochi anni si è passati dal passeggiare allegramente a fare gare vere, condite da quel tocco di follia indispensabile per usare una bici fissa, sulla carta “sbagliata” per andare su strada.

pre_partenza

Con nemmeno troppo ritardo si parte, siamo più di settanta, nemmeno i ragazzi che organizzano se ne aspettavano tanti, ma complice la giornata e la relativa accessibilità del percorso (65km di pianura) hanno fatto salire l’entusiasmo… fino ad oltre oceano addirittura, dove un certo Mike della prestigiosa crew di Mash viene a farci visita, scortato dall’onnipresente “cumenda” di Cinelli (quel che si dice “sporcarsi le mani” e non solo fare il timoniere d’impresa, grande!)

partenza

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Sarà l’entusiasmo (o la giornata giusta), ma i chilometri verso Pavia scorrono via come l’acqua nel naviglio lì di fianco… morbidi, senza lasciare i segni nelle gambe, ed in un battibaleno ci lasciamo alle spalle i primi 20km, non sapendo che di lì a brevissimo ci sarà la prima svolta. Ed è svolta in tutti i sensi, dato che i primi fanno una bella “S” per prendere a cannone la ciclabile che porterà al check intermedio.. subito scompiglio nel gruppo con svolte garibaldine per non perdere contatto… con grande amarezza saprò poi che nel parapiglia il buon Strike avrà la peggio, andando ad assaggiare la durezza bastarda dell’asfalto… e questa proprio non ci voleva. Io nel frattempo mi vedo una scena che pensavo possibile solo nei racconti della “caffetteria di fixedforum” e invece appena imboccata la ciclabile, in pieno rilancio, il ragazzo che mi precedeva di qualche metro si esibisce in una pirotecnica esplosione di catena da lasciare di sasso… in qualche modo riesco ad evitarlo, ma vedere una roba simile è stato davvero singolare.

Ovviamente i ragazzi davanti, quelli con l’istinto cannibale dei corridori, hanno dato un bell’allungo per selezionare il gruppo, ma sento l’obbligo di provare a riagganciarli. La leggera discesa e la gamba ancora fresca aiutano, insieme all’aver lasciato le prolunghe da crono (nonostante qualche sfottò… sembrano le mitragliette sui caccia della Luftwaffe…) riesco  a fare un bel tratto a filo dei 50, portandomi appresso Jacopo il rugbysta, che si rivelerà d’aiuto dopo (proprio vero che il ciclismo non regala nulla, ma se dai tu qualcosa, molte volte ti torna indietro…).

pavia

Il check è organizzato benissimo, preciso e veloce: nientemeno che una carta da gioco da acchiappare al volo dalle sapienti mani di ciccio-rivolta-brianza e via, subito lanciati al rientro e di nuovo mi ritrovo solo a dover ricucire sui primi che hanno allungato complice anche il tratto cittadino che stiamo affrontando per rientrare in ciclabile. Questo allungo lo pago, la velocità è sempre un filo sotto i 50, ma questa volta i pochi % di pendenza entrano già nelle gambe, ma la gara è questa e risparmiarsi per non ricucire vuol dire perdere il treno buono e basta.

 

In poco ci ritroviamo di nuovo sulla statale per l’ultimo quarto di gara, quello decisivo, siamo una decina, conosco quasi tutti e sento di riuscire a stare con loro ma cerco di “limare” il più possibile, ogni sforzo risparmiato è una pedalata in più quando rimarrà solo la testa a sostenere il resto. Qui esce allo scoperto il buon Frenk, corridore vero, che oltre aver la gamba ed una innata capacità a tenere altissime cadenze, sa anche “leggere” la gara e metter giù la strategia per arrivare se possibile da solo al traguardo. Ci dirà dopo parole che sembrano dettate da un pro di vecchia data: “al primo scatto ti prendono tutti, al secondo qualcuno… al terzo se ne hai resti da solo”. Nulla di più vero e Frenk di IRIDE  mette in atto una vera sinfonia in tre atti, riesce ad andare via a cadenza sopra i 120 (scusate il tecnicismo, ma è necessario) e fare selezione vera nel nostro gruppetto… uno… due…tre… scatti che fanno male alle gambe come rasoiate,  ma vederlo partire con quella leggerezza sui pedali lascia incantati. Se al posto di una piatta statale ci fosse una rampa di qualche colle over 2000 un’azione del genere sarebbe da cineteca del ciclismo (e non sto esagerando, ma appunto… se….). Entriamo in Milano in 7-8 con frank laggiù, ancora nel mirino a 80-100 metri di distanza, ma non lo recuperiamo dato che un cambio di ritmo ancora sarebbe un massacro, nè lui si allontana… è lì, complice il verde fiammante della sua bici resta facile tenerlo a portata di vista ed iniziare a fare qualche calcolo.039

bluedadoL’arrivo è al parco Ravizza, non lontano dalla partenza di oggi, ma per un singolare gioco di combinazioni è un luogo che conosco bene, non fosse altro per la partenza dell’alleycat meneghina più bella ed entusiasmante dell’ultimo periodo. La strada per arrivare  fino lì la so. Lo dico a Paolo-bluedado (ormai per me lui è meglio di qualunque mascotte), che è ancora con noi e gli leggo negli occhi la grinta giusta per arrivare in fondo e giocarsela, ancora una volta.

E sia, l’ultima sfiammata è sulla circonvallazione, che ormai è entrata nel mio dna, soprattutto la sua parte più  a sud. La stiamo percorrendo ora, superando decine di macchine…. ma loro non sono in coda ai semafori, siamo noi che questa volta continuiamo a viaggiare sopra i 40km/h e lasciarcele indietro… ancora una volta “bici batte auto”. Fausto, Daniele-mrOhm, Jacopo e i  ragazzi (compreso Paolo) presi dalla troppa foga svoltano due incroci prima, e il mio grido “dritto” a poco serve; anche frenk vedendo alberi sulla sua sinistra ha dedotto che il parco fosse subito lì, mentre ancora un po’ di strada è necessaria per percorrere la via più breve. Vedo ancora alan nella corsia preferenziale siamo io e lui e viaggiamo paralleli, separati dallo spartitraffico. Con un gioco di sguardi gli faccio capire che siamo all’incrocio buono, ora però c’è da prendere il marciapiede in salita (ok, non ne vado orgoglioso di questo… ma la gara è così) e arrivare all’ingresso del parco.

Lì in un pazzesco deja-vù si materializza: Matteo che dopo un infinito istante capisco che sta gridando proprio a me di imboccare la “S” stretta tra due cordoli per entrare nel viale principale del parco. Per mia fortuna la fatica e la tensione dell’intera gara non hanno offuscato quel tot di lucidità che serve ad arrivare fino alla linea immaginaria (per davvero) del traguardo dove Alessio con tanto di cartellina alla Marco Predolin mi fa capire che non sono arrivati altri corridori fino a quel momento, quindi in gergo questa si definisce “vittoria”!

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In pochi istanti arrivano anche alan e Daniele-mrOhm, poi frenk comunque sorridente (e dimostra ancora una volta la differenza tra chi va forte in bici e chi sa come vanno le corse) e via via tutti gli altri, chi più chi meno stanco stante la galoppata. Piccola grande vittoria anche per Metallau, alla sua prima gara con una scatto fisso e subito prima tra le (3) ragazze al via, che nonostante i timori e le incertezze del “debutto” in una nuova piccola comunità ha fatto subito capire di avere la grinta e  la gamba per fare ancora meglio in futuro.

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La premiazione è simbolica, fatta soprattutto per abbracciarci ancora una volta tutti, le polemiche non esistono, nessuno le ha nemmeno in mente. Queste sono le gare che ci piacciono, perchè le gare le fanno i corridori e quando corri tra amici i vincitori e i vinti bevono birra tutti allo stesso modo.

15 commenti

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15 risposte a “gambe, cuore, polmoni e cervello: la mia #mipvIII12 #ciclismi

  1. Stupendo racconto della gara!!!!
    Marcoo

  2. Ubaldo

    stupendo racconto, come sempre e complimenti!
    Minchia che gamba e che testa…
    Perdona il tecnicismo: con che rapporto hai corso?

    • corso con il mio solito 49-15 che si è rivelato perfetto in tutte le situazioni di gara, dallo stare in gruppo alle due sassate a filo 50km/h. Grazie mille dei complimenti, mi piace fissare i ricordi qui sul blog di modo che il tempo cancelli solo le parti noiose😉

  3. Rileggendo quello che hai scritto, mi sono soffermata per ricordare alcuni passaggi personali che ci accomuna nella prima parte del percorso. Bellissimo racconto, molto sentito.. Davvero. Grazie anche per avermi citato nell’impresa.. Onorata proprio. Questa gara è stata la prima di una serie..Chissà, spero davvero di migliorare la gamba in un prossimo futuro.
    E’ stato bello comunque riuscire a tenere il gruppo di testa fino a Pavia. Peccato per Strike, l’importante è che si rimetta presto.
    Sei stato grandioso, quando all’arrivo mi hai detto “Indovina un po’ chi ha vinto..” Ho avuto un momento di “what the hell…Naaaahhh fast fox, u’re fuckin’ great!”
    Grazie ancora e che dire… Nice shot and horns up!

  4. Grande Ricky, leggere i tuoi report è come stare in bicicletta con te, oltre che un ottimo ciclista sei anche un bravissimo blogger…complimenti ancora

    JUUUUU

  5. Grande Riky, vincere è sempre bello e una classica ancora di più. Bel racconto che ti prende sembra di essere lì con voi. Ti aspetto giovedì in pista, le gambe scoppieranno te lo dico già prima, ma poi vedi che serve. Ciao

  6. Official User team Motovelodromo Fausto Coppi, si inchina al vincitore. Quella delle mitragliette sui caccia della Luftwaffe è bella… ma così non vale… 2-3 km in + di passo!!!! Disonesto :)))) Hahaha!

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