everything in its right place… #ciclismi #track

ovvero come fare tesoro di una gara in cui si arriva ultimi, senza addure scuse o giustificazioni, ma imparando quello che di buono hanno da insegnarmi le gare.

Angelo Ferrillo Photography

 

img0564obE capita così di ritrovarsi, ancora e di nuovo ad una riunione in pista (che non si dice “gara” ma “riunione” fa molto più tecnico e rende l’idea meglio…) questa volta il teatro delle operazioni è il mio velodromo all’aperto preferito, ovvero quello che ho ribattezzato “Fiorenzuola la bella”, dove per la prima volta, ormai qualche anno fa, fui lieto e felice di portare quelli che poi diventeranno tra i miei amici più cari a conoscere il mondo della pista ed infine ad innamorarsene per sempre.

 

014Ma non divaghiamo troppo (anche se è una delle mie attività preferite, il divagare). Arrivo sostanzialmente puntuale e stasera il programma è il mio preferito, ovvero proprio quello che dà mezzo-nome a questo blog, l’omnium: insieme di varie discipline (giro lanciato, 500m da fermo, scratch, IP sui 2000m ed eliminazione) con assegnazione di punteggi e classifica combinata finale; ecco ora lo sapete e potete anche tifare per il nostro Elia Viviani alle olimpiadi di Londra 2012… unico atleta a rappresentarci nel ciclismo su pista.

Quindi tutte le premesse per fare bene ci sono: mi piacciono le discipline della serata, sono tra amici (fondamentale), nel mio velodromo preferito e (attimo dello sborone) vengo di fatto da tre vittorie consecutive in garette molto più ufficiose ma anche divertenti dove conta sia la gamba che (al solito) la testa…

Dopo aver finalmente potuto abbracciare il mitico renatiello, persona con la quale mi vedo di persona per la prima volta, ma dopo anni di contatti sul web sembra esser mio amico da sempre (cosa che ultimamente capita con una certa, positiva, frequenza…), ci si inizia a scaldare. Scaldare per modo di dire, che ci saranno 30 gradi abbondanti e una signora umidità, non sono mai infastidito dal caldo, ma forse un po’ il clima ha giocato la sua parte… anche se faceva ovviamente caldo per tutti.

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Il patron della serata è Pierangelo Vignati, che anche lui conosco oggi per la prima volta e scopro essere persona dall’entusiasmo e voglia di fare uniche, miscelate ad arte con un vero talento organizzativo, fatto di cose semplici ma estremamente concrete…e qui ritorno a citare il mio amico Mattia:

“l’attività amatoriale del velodromo di Fiorenzuola è seguita da un solo volontario il quale riesce ad organizzare due sessioni di allenamento settimanali e una gara ogni mese; Montichiari con tutto lo staff e il supporto della Federazione ha organizzato una sola gara dall’inizio dell’anno e chiuso agli allenamenti da marzo”

Ed in effetti  “il vigna” detta subito le poche semplici ed essenziali regole: niente pause intermedie, <programma serrato e vedrete che facciamo tutto, ci divertiamo, ed andiamo a cena che non è nemmeno tardi>. Si rivelerà tutto esattamente come annunciato.

Inizio il mio lancio sui 200m con poca fiducia, mi sembra di non riuscire a spingere granchè, penso addirittura di fare i 200 metri in progressione (ma quando mai si è visto??) e così ottengo un tempo pessimo, forse il peggiore della mia ancora acerba carriera di pistard amatoriale un insipido 13,79”.

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Poco male, ci sono i 500m da fermo ora, non li ho mai affrontati però… e si vede, paura di esagerare in partenza e piantarmi, ed un finale senza fuochi d’artificio… altro tempo per nulla entusiasmante (43,95”) ma mi convinco di aver salvato la gamba, che corro subito a sciogliere sui rulli (rigorosamente liberi…)

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si riparte con lo scratch, gara semplice ma dai risvolti mai banali, non siamo in tanti ma tutti piuttosto agguerriti e, cosa importante, tutti all’incirca su livelli simili di condizione e prestazione atletica. Meglio, la si fa bella tirata e combattuta senza esser mollati lì dalla fuga al primo giro… sbaglio qualcosa ma non troppo, forse non tiro fuori quel pizzico di aggressività in più che avrebbe fatto (un po’) differenza… ma mi trovo comunque terzo, dietro l’inossidabile Pantosti e il sorprendente (almeno per me) renatiello…

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arriva il mio cavallo di battaglia: inseguimento individuale sui 2000 metri. Già partiamo con un altra (ennesima) novità, io stante la (relativamente) giovane età ho sempre fatto la prova sui 3000 e un kilometro in meno cambia tutto l’approccio alla disciplina… cosa che ignoro stasera (ma bravooo…) e mi metto a girare come se i giri da fare fossero i canonici sette e non cinque come in questo caso… morale il passo e buono ma non come dovrebbe e mi rendo conto che posso forzare ancora un po’ solo all’ultimo giro. Il tempo finalmente non è comunque da buttare anche se esser contenti è un’altra storia (2’45,25”).

Per l’inizio dell’eliminazione c’è da aspettare un po’, ma la cosa gioca a mio favore perchè l’approccio a questa gara mi ha da sempre messo in difficoltà. L’eliminazione è una gara strana ma estremamente propedeutica: è l’unica che ti fa davvero imparare ad acquisire il cosiddetto “senso della pista” ovvero la percezione istantanea su come si è posizionati rispetto al gruppo e come muoversi per restare in corsa, il tutto unito allo sviluppo di un colpo d’occhio immediato su cosa sta succedendo in gara. Si corre in funzione di cosa fanno gli altri, non di cosa si potrebbe fare. Senza le mosse giuste ci si trova automaticamente in coda al gruppo o, quel che è peggio, ci si trova chiusi senza la possibilità di accelerare in volata, quindi si viene eliminati non per non esser scattati, ma per la posizione sbagliata al momento sbagliato… Questa volta la gara non è divisa per fasce ma siamo tutti insieme e devo dire che è già solo un piccolo grande onore correre insieme a dei veri talenti del ciclismo… certo non saranno i pro e affini, ma si vede un eleganza sulle selle che ci sarebbe da filmare il tutto con una GoPro e rivedersi lo slowmotion per giorni e giorni… emozionante, bello esserci solo per gustarsi da spettatore privilegiato questo irripetibile film. Sarà che ero rimasto ad osservare i miei avversari, ma non serve nemmeno prender confidenza con la gara che sento echeggiare il mio cognome per il catino: “eliminato!”.

Bene, lezione imparata: a volte la differenza tra fare bene e fare malissimo è piuttosto sottile, basta perturbare la sintonia cuore-gambe-testa e si manda a pallino facile qualsiasi gara. Resta solo il tempo di ammirare il Vigna, che ad ogni giro azzecca alla perfezione chi sarà eliminato… il miglior bookmaker di sempre, che se ci fossero le scommesse di mezzo il tutto avrebbe il sapore di “combine” mentre invece chi parla lo fa perchè conosce alla perfezione questo mondo, il modo di correre e di gareggiare unico che avviene in questi infiniti rettilinei bianchi, ripiegati a forma di anello.

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Se volete provare ci si rivede il 2 agosto, tanto non venitemi a dire che avete anche i soldi per andare in ferie. Occhiolino

9 commenti

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9 risposte a “everything in its right place… #ciclismi #track

  1. renatiello

    Mi sento onorato di averti suscitato queste emozioni!!!

  2. Angelo Onofri

    bellissimo articolo, spero di venire il 13/9. Un saluto.
    Angelo Onofri

  3. dario

    scrivi bene ,tra te e bicibikers due poeti del tondino-
    Darietto

  4. ricky ma che spettacolo, davvero, una riunione bellissima, mi manca ancora questo mondo, spero prima o poi di viverlo anche dall’interno

  5. motovelodromo

    Bravo Riccardo, sembrava, leggendo, di essere in pista al tuo fianco. Ed in effetti è successo varie volte!!!

  6. bellissimo articolo! fa venire voglia di provare🙂

  7. Ubaldo

    che bel racconto (come sempre). Sai raccontare bene anche le difficoltà😉

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