cinque e non più cinque, il racconto della mia #Finalleycat #Torino #alleycat #fixedforum 2013

ultima? penultima? alleycat d’addio? ma soprattutto… ci interessa davvero tutto questo? o ci interessa invece sapere che questo sabato ci siamo goduti una delle gare urbane torinesi migliori di sempre? a me a conti fatti è andata fin troppo bene…

 

finalalleycat_flyerFacciamo pure outing: sono le gare dove mi trovo meno a mio agio le alleycat! Perchè? Semplice. Perchè le corro sempre con un’ansia tremenda addosso: di non fare il percorso più redditizio, di aver dimenticato un check, di aver sbagliato una svolta o di non averla fatta “quella” svolta al momento giusto. Per contro sono anche le gare dove all’arrivo ho il maggior senso di liberazione, una roba catartica proprio.

Ma come si può non presentarsi per dare il meglio nella gara di casa, insieme agli amici con cui ormai da anni condivido la mia irrefrenabile passione, e con l’aggiunta che (forse, pare) sia l’ultima alleycat a portare il prestigioso marchio 10CENTO? Ed infatti nonostante tutto faccio i salti mortali per esserci e al solito il pre-partenza è un fiorire di saluti e abbracci, sotto a sparar cazzate un po’ con tutti anche (o soprattutto?) per spezzare quel sottile velo di tensione che mano a mano inizia a salire. Questa volta, come nel 2011 ci sono anche due ragazzi di UBM Milano, loro che davvero fanno il lavoro di corrieri in bici (o dovrei dire bike messenger?) sempre in città e con ogni condizione meteo possibile. Apprezzo molto il fatto che dopo i canonici 5 giorni di fatica, prendano e si facciano 140km in auto per venire a “replicare” in versione agonistica quello che è il loro vissuto quotidiano, una testimonianza non da poco.

lastalleycat1

I ragazzi dei 10cento sfoderano subito il loro primo tranello: alla partenza non ci sono i tradizionali manifest, ma questi sono da andare a prendere in due distinti posti, in modo da stroncare sul nascere tutti i tatticismi e i giochi di squadra che ormai caratterizzano ogni gara, chiarisco subito: appoggio al 100% l’idea, il corriere nel suo lavoro non si porta dietro gambe e teste di ricambio, eticamente andrebbe corsa in perfetta solitudine, poi ovviamente è anche una sorta di gara/festa/celebrazione quindi lo spirito aggregativo non è da condannare, ma di mio ho sempre cercato di non approfittarne troppo.

manifest_finalleycat

Sorte vuole che proprio con Daniele e Matteo mi trovi ad iniziare la corsa.. si parte con il primo scoglio, quella minuscola quanto graziosa piazza Mollino che mi mette in pesante difficoltà. Ci arriviamo impiegandoci un po’ troppo tempo, ma conservando ancora la lucidità necessaria per mettere giù l’itinerario dei 10 checkpoint. Già detto da tutti ma è qui che si decide il destino della propria gara: saltare un check o mal distribuirlo nella pianificazione dell’itinerario vuol dire non solo non vincere (e vabbè, conta fino ad un certo punto) ma significa farsi chilometri e chilometri in più in città, facendo crescere a dismisura proprio quel senso di frustrazione che vi ho raccontato all’inizio, ed è davvero brutto pensare di dover poi aspettare un altro intero  anno per avere una nuova occasione di far bene nella propria città.

La prima parte di gara vera è quindi per i vialoni torinesi proprio con gli UBM in trasferta. Mi fanno capire subito che girare brillanti in città è un conto, ma andare forte in città è tutto un’altro! La grinta, la scioltezza, l’agilità ed il senso del “rischio calcolato” che hanno questi ragazzi è una spanna sopra il mio e non c’è nulla da fare. La gamba la si allena, ma la testa e la sensibilità ad andare in bici nel traffico non si inventano, si chiama stoffa o (volendo) talento.

Matteo UBM nel traffico torinese = manate!

 

Ci perdiamo di vista nel miglior/peggior check dell’intera alleycat. Peggiore perchè vorrei conoscere quell’urbanista disturbato mentalmente, il quale ha deliberatamente deciso che via Aosta dovesse essere divisa in due tronconi interrompendosi per poi ricominciare proseguendo con la numerazione dei civici, se stai leggendo fatti vivo, che ho un paio di cosette da dirti… Ma nel contempo anche check migliore perchè una volta trovato compaiono di fronte a me proprio i ragazzi di Aosta (grandi!) che in costume tradizionale propongono un mix altamente esplosivo fatto di pane, formaggi, salumi tipici e l’immancabile grolla probabilmente caricata al vetriolo per la golata che ho potuto dare.

check_via_aosta

Riparto ormai da solo ma, per fortuna con le idee chiare sulla successione dei check decisa e con la gamba che risponde bene. Ed è bello, anzi bellissimo, arrivare trafelato ad ogni punto della città trovando sempre volti amici, con cui hai condiviso e condividi qualcosa e ricevere sempre un “in bocca al lupo” o un “daje!” che è meglio di una palata di carbone buttata dentro la caldaia di una locomotiva a vapore.

tracciato

L’ultimo punto chiave lo conosco bene, è in centro e ci arrivo finalmente senza riguardare la mappa lungo il tragitto. Ovviamente non è l’arrivo, ma da lì in poi metto una sorta di pilota automatico. Gli ormai due anni passati in bici per Torino tornano utili e la rotta nasce da se. Arrivare al traguardo con i crampi che iniziano a gridar vendetta per non aver bevuto per le due ore e un quarto della mia corsa sono l’inevitabile scotto da pagare, ma è fatta! Finalmente anche una posizione in classifica che mi onora e ripaga dei tre anni passati ad inseguire e a metter da parte esperienza.

Aveva ragione Aldone, le alleycat non sono gare come le altre, c’è quel qualcosa in più che le fa rendere dannatamente affascinati ai miei occhi e fa sì che ogni volta che mi trovo post corsa a sorseggiare la meritata birra (vero pane liquido), il mio pensiero inevitabilmente inizia a muoversi veloce, verso quella che sarà la prossima sfida dei corrieri di città.

IMAG3831

 

PS: divertente siparietto post gara con il debutto in società della mia nuova bici da ciclocross…ammiratissima… ma questa è un’altra storia che merita di essere raccontata per bene, quindi, state sintonizzati!

2 commenti

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2 risposte a “cinque e non più cinque, il racconto della mia #Finalleycat #Torino #alleycat #fixedforum 2013

  1. Bel resoconto!
    In effetti è stata un’Alley coi fiocchi, mi son divertito tantissimo.
    (bella l’ultima foto! 😛 )

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