un mese di avventure pedalate in compagnia di una dama bianca: la Trek Domane 6.2 disc. “I’m an ambassador, dudes!”

E’ proprio vero che quando fai le cose per pura passione, senza aspettarti nulla in cambio, ti accadono le migliori cose possibili. Così è con questo blog, nato come valvola di sfogo per far fronte ad una mia intima esigenza di scrivere, raccontare e condividere le cose che mi fanno stare bene. Proprio grazie (anche) a questo spazio web che arriva tanto inaspettata quanto entusiasmante proposta di diventare “ambassador” per una grandissima casa come Trek, ma andiamo con ordine.

 

Nel mio costante disordine, reale e mentale, mi ritrovo con cinque indirizzi email a mio nome: troppi, lo so. Di conseguenza vi lascio immaginare la mole spropositata di spam che mi arriva quotidianamente. Ho vinto viaggi, crociere, migliaia di dollaroni da consoli africani vari, casse di viagra e via di seguito. Poi “in un pigro martedì pomeriggio” (cit.)  mi arriva una mail all’apparenza come tante. E invece no.

logo_trek

Anche se l’inizio è classico: “ciao riccardo, sono J dell’agenzia K e ti abbiamo selezionato perchè il tuo profilo risponde alla nostra filosofia….ecc…ecc.” ma c’è quel finale che, a mia memoria, non avevo mai letto; messo lì senza dargli un peso ed invece è quello che gira la frittata… Tanto semplice quanto perfetto con il suo: “E no, non è una  mail di spam Occhiolino” C’era anche la faccina… ed invitava non a cliccare su di un link, ma a rispondere alla mail stessa per parlare e confrontarsi su questa proposta. Ok, allora è tutto vero!

Di fatto poi nei giorni successivi si instaura anche un bel dialogo vero e proprio e realizzo ancora di più la felicità e l’onore di essere stato scelto non per una estrazione a sorte, ma per quella che è la mia visione del ciclismo e per l’urgenza che ne ho di raccontarla e di trasmetterla a chi ha la pazienza di leggere.

In sostanza, il mio ruolo mi concede il  privilegio di avere in prova per quasi un mese intero una bici Trek di alta gamma e di poter partecipare alla Granfondo stradebianche che si terrà l’8 di marzo con partenza da Siena e ricalcando in parte quelle strade da sogno che già ben conosco dalle frequentazioni con l’Eroica.

L’arrivo della bici già di per se è stato un piccolo evento. Un pacco enorme (evidentemente) recapitatomi direttamente in ufficio, con sommo stupore dei colleghi e con dentro una bici davvero spettacolare, nuova nel senso letterale del termine. Ha una quantità enorme di piccole e grandi soluzioni (per me) inedite e sicuramente innovative, volta a candidarsi in tutto e per tutto a “bici totale” adatta sia a novizi che ad esperti.

DOMANE

La bici è la Trek Domane 6.2 disc. Già il nome ne dice molto per chi conosce la gamma dei modelli della casa. E’ il mezzo nato per le lunghe e lunghissime percorrenze, adatto alle gran fondo ma soprattutto un modello nato e sviluppato per gli inferni del nord ovvero le classiche del pavè.

domane_fabio2

Questo non fa altro che mettermi addosso ancora più curiosità per una bicicletta curata nei minimi dettagli e che si propone di tener compagnia al suo utilizzatore in ogni condizione atmosferica e di fondo stradale. Su questa linea di principio si colloca anche una piccola chicca aggiuntiva, il supporto a scomparsa per i parafanghi, veramente utile e ben ingegnerizzato. Misurando con il calibro ho poi anche verificato che si possono installare degli pneumatici fino a 30-32mm ed ho giusto pronti un paio di cx-pro tassellati da 30 che saranno certamente montati per una serie di prove per quella che potrebbe diventare una “killer bike” delle gravel, questa nuova formula di gara che mi appassiona moltissimo e che già mi ha dato un sacco di emozioni.

pave

Per ora è tutto, ho già preso un primo contatto ovviamente con la bici e mi sto iniziando a fare un’idea abbastanza precisa. Il resto nelle prossime puntate.

6 commenti

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6 risposte a “un mese di avventure pedalate in compagnia di una dama bianca: la Trek Domane 6.2 disc. “I’m an ambassador, dudes!”

  1. maxbigandrews

    Quanto ROSICO!!!!

  2. davide

    Rosichiamo tutti, ma sono curioso di sapere come se la cava con il classico sfregamento pastiglie disco mentre spingi, spero che quello che vedo sia un perno passante per il mozzo ruote, se è così aumentando la rigidità non si dovrebbe sentire il classico sfregamento che odio a morte… fa sapere we stay tuned!
    Bravo Riky!
    ld

    • sì esatto, i perni passanti sono ad entrambe le ruote, per me una soluzione del tutto inedita ma alla prova dei fatti la rigidità è davvero impressionante di quel particolare. E’ una bici strana, molto votata al pedalare a 360° ed alle lunghe percorrenze… i test proseguono!

  3. Pingback: Lottare, e vincere, contro (se stessi), 138km di vento e un oceano di colline bianche… | riky76omnium

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