2/6/2016 il giorno che il #Vigorelli di #Milano tornò dalla sua gente

… come d’incanto verrebbe da dire, ed invece no. Tutto grazie alla testardaggine, alla passione ed alle lotte di un piccolo gruppo di appassionati veri. Alcuni di loro si erano ancora emozionati a vedere i campioni di un tempo sfidarsi lì, e non ce la facevano a vederlo morire senza fare nulla. Altri, più giovani, scoperta la magia della pedalata continua, avevano voglia di provare a pedalarci dentro e sentire sulla pelle la carezza dell’aria del Vigorelli. Dopo anni di battaglie questo è successo, oggi, il 2 giugno dell’anno 2016.

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032Mi ritrovo per una volta ad entrare in una Milano ancora addormentata, ma non perché sia particolarmente presto, bensì perché oggi è giorno di festa per tutti, ma per noi ciclisti è un po’ più festa che per gli altri. Oggi è la giornata di riapertura (benché molto provvisoria) del velodromo Vigorelli di Milano, forse la più grande icona del ciclismo su pista mondiale.

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Siamo ancora in pochi, ma vedo già molte facce amiche, e subito saluto Dane, il Guerriero. E’ lui infatti uno degli artefici di questo successo del “ciclismo dal basso”, come lui stesso lo definirà dopo, durante la cerimonia ufficiale di inaugurazione. Insieme a quel comitato che invece di far parole e proclami come spesso accade, si è attivamente impegnato per anni. Prima con l’ottenimento del vincolo come patrimonio culturale ed architettonico della pista stessa (era vincolato infatti il solo edificio), poi con la richiesta, l’ottenimento, dei fondi per realizzare il completo restauro della pista nella sua geometria storica, recuperandone anche parte del legname originale.

Mi aspettavo un pienone di ciclisti, invece constato che non siamo molti, anche per la concomitanza con il ponte festivo e il poco preavviso ricevuto in merito all’evento.

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La vista del gigante in legno, con i suoi 397,27 metri, la larghezza di oltre sette metri e le due grandi paraboliche,  incute subito rispetto e un pizzico di timore reverenziale. Si vede subito che alla pista serviranno ancora alcune settimane di lavoro per essere completa: mancano le linee, la fascia di riposo, le progressive e tutto quanto serve per essere considerata un luogo per le competizioni.

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C’è però un fascino particolarissimo a vedere quel legno così, ancora grezzo e disuniforme, come se non avesse paura di nascondere i segni del tempo, così come sanno fare le signore di classe che non si coprono di trucco il viso ma lo sanno valorizzare per quello che è, e per quanto di intenso ha vissuto. Oggi il Vigorelli si mostra nella sua essenza a chi lo sa cogliere, a chi non ha paura di pedalare sulle sue pendici a 42° di inclinazione perché sa che con il dovuto mestiere, e rispetto, questa pista non ha mai tradito nessun corridore.

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Ed ora via, il “clack” secco dello scarpino sul pedale mi fa pensare a quando da ragazzino mettevo giù il gettone delle autoscontro ed il divertimento aveva inizio. Non siamo molto distanti da quel piccolo brivido, ma come spesso accade, ora il motore sono le mie gambe. I primi giri in quella che sarà la fascia di riposo mi fanno da subito giungere alle narici il profumo dell’abete rosso della Val di Fiemme, lo stesso utilizzato per la costruzione dei violini, e qui ci si sente davvero dentro la cassa armonica di un grande strumento, come solo gli artigiani italiani sanno realizzare.

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I chilometri ed i giri scorrono veloci (alla fine per me saranno quasi 50km in 87 giri totali), tra trenini ben organizzati e furiosi lanci sui 200 metri. Ogni tanto si sente scricchiolare qualcosa, quasi ci si trovasse a pedalare sul fasciame della chiglia di un galeone dei pirati. In effetti oggi un po’ pirati ci sentiamo tutti; giovani e meno giovani, così variamente assortiti da far risultare riduttiva la definizione di “ciclisti”. Siamo una sorta di tribù sui pedali, ognuno con la propria storia e le sue ambizioni diverse, ognuno con la sua bici, così personale e cucita addosso al proprio corridore, ma tutti con la voglia di essere oggi testimoni di una grande rinascita.

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Di seguito altre splendide foto di Emanuele Barbaro e Francesco Rachello ed alcuni link delle notizia sui media locali e non.

http://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2016/06/02/news/riapertura_vigorelli-141151914/#gallery-slider=141158572

http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2016/06/02/dopo-15-anni-riapre-vigorelli-a-milano_7b097311-7c2b-4b04-bd7a-330411a7762a.html

http://www.lastampa.it/2016/06/02/sport/ciclismo/la-rinascita-del-vigorelli-di-milano-ha-riaperto-lo-storico-tempio-del-ciclismo-su-pista-eP5ISwg6mZjKLRL670KG2O/pagina.html

http://www.metronews.it/16/06/02/vigorelli-bici-festa-sulla-storica-pista-milanese-le-foto.html

http://www.02blog.it/post/90637/la-festa-per-la-riapertura-del-vigorelli

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5 commenti

Archiviato in bici

5 risposte a “2/6/2016 il giorno che il #Vigorelli di #Milano tornò dalla sua gente

  1. ________________________________

  2. macpaolino

    Grande, grandissimo Riky! #çavasansdire

  3. ________________________________ Da: Emanuele Barbaro Inviato: martedì 7 giugno 2016 21.40 A: riky76omnium Oggetto: Re: [Nuovo articolo] 2/6/2015 il giorno che il #Vigorelli di #Milano tornò dalla sua gente

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