Archivi tag: casa

mille grazie, @fixedforum

perché  fixedforum è diventato una seconda casa, perché della casa è il salotto ma anche il garage

perché ho conosciuto tante persone incredibili, ognuna con la sua unicità,

perché alla fine pedalare è talmente bello da non poter essere solo uno sport

perché a scrivere cazzate dopo un po’ uno ci prende anche gusto

perché alla fine mi diverto soprattutto a strappare qualche sorriso di tanto in tanto

 

e quindi, grazie mille a tutti….ma proprio mille

mille

Lascia un commento

Archiviato in bici, fixed

che tempo che fa (a casa mia…)

Da oggi nasce una pagina nuova del mio blog, dove poter fruire di tutti i dati significativi del meteo attorno a casa mia, in sostanza lo faccio più per me, ma magari può tornare utile anche a qualcuno di voi…

I dati saranno sempre aggirnati in tempo reale, non perchè io sia bravo, ma perchè ormai lanciato il sistema il flussi di dati va da se ed è anche pubblico, quindi mio come vostro.

Così se volete venirmi a trovare, oltre a sapere esattamente dov’è casa mia, sapete anche come vestirvi 😉

questo il link alla pagina, oppure cliccate giusto qui in alto di fianco alla pagina dei contatti…

 

 

 

Lascia un commento

Archiviato in viaggi

TORINO / Introduzione

TURIN – BERLIN – NEW YORK CITY » Blog Archive » TORINO / Introduzione.

il blog che  non ti aspetti e che riunisce tre città uniche e speciali… mi riprometto di raccontare un po’ anche la mia Torino, seriamente.

E’ dura parlare del luogo da cui uno arriva. Forse non sono neanche il più indicato perchè non ci sono nato e i miei mille ricordi di Torino sono di perpetua coesistenza. Torino anche quando non la vedevo era lì, a qualche fermata di treno. Io non sono nato lì in mezzo alla nebbia ed ai palazzi; dove sono nato io la gente lavora la terra e alleva i maiali. Dove sono nato io trovi le carcasse di volpi lungo la statale, i ragazzi dalle facce oneste emulano i padri lavorando duro nei campi e bevendo ancor peggio nei bar. Figli della media borghesia e dell’agricoltura. Ma Torino era lì, la Torino della FIAT, dei parenti che facevano gli operai e che prendevano il bus la mattina presto per arrivare a Mirafiori. L’aria tesa di certi posti oggi, e figuriamoci ai tempi. Se c’è una cosa che mi è sempre piaciuta e alla quale spesso penso è tutta questa faccenda della città magica, delle energie positive e negative e i suoi simboli misteriosi. Un luogo sinceramente strano, direi quasi non facile ma altre volte piccolo e rassicurante. Quanto mi piacciono i palazzi del centro, anche se quando li guardo mi dicono che non sono roba per me, per me che sono cresciuto negli anni 90 e che come punto di riferimento avevo El Paso. Ho amato ed odiato questo posto con i suoi abitanti tutti inclusi, spesso come uno spettatore esterno. Ma la cosa più spettacolare che i locals e pseudolocals come me hanno potuto vedere negli ultimi anni è quanto questa città sia cambiata, dalle Olimpiadi e con i tempi a seguire, come alcuni quartieri siano diventati estremamente pacifici e piacevoli, puliti, magici, altri sciatti e sterili ed insensati. E’ meglio o peggio? Ti ricordi quando ai Giardini Reali c’erano in fila Alcova, Rosalia e Fenix? L’odore di Porta Palazzo? Io gli eroinomani sotto casa ce li ho ancora nonostante la globalizzazione e le droghe sintetiche. Però che pace in bici quando non c’è nessuno e le camminate, o certe sere in settimana ai Murazzi. Le notti di chiunque. I locals che hanno i loro gruppetti di amci e rivaleggiano con sguardi, facendo aperitivo in piazzaVittorio, restando chiusi in circoli ermetici, come in un’eredità di snobbismo sabaudo. Le band locali che non mi sono mai piaciute soprattutto quelle poi diventate famose e che ancora esistono e quelle poche che ho davvero amato e che son finite 10 anni fà, e anche di più. Mille nuove cose sono nate sotto l’influenza continua delle orami vicine Londra e Berlino (ed è questo il bello dell’Europa secondo me) ed è avvenuto un incredibile progresso in campo di gusti, a 360 gradi. I localini e bar storici ricordano la vicina Francia, i nuovi cafè e tea room e nuovi negozi d’abbigliamento fanno pensare a quello che chiamo “processo di Europeizzazione”, una globalizzazione di gusti che avanza graduale e lenta ma inarrestabile, che rende questo posto sempre più vivibile e sulla via di una comunque impossibile sterilità, e che rende questo esatto momento di coesistenza tra la travolgente marea di sorridente calma piatta e un passato di operai e moti sovversivi così diverso rende il tutto magico. Ma non è di magia che parlavamo giusto? Sta a te decidere se quella bianca o quella nera.

2 commenti

Archiviato in Uncategorized