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COME ABBONARSI AL MOTOVELODROMO 2012

manca poco, non mi fate fare brutte figure che è ormai tempo di mettere da parte i soldini non per la guarnitura NJS anodizzata oro e nemmeno per il telaio fatto a mano.. è ora di abbonarsi ad uno dei più storici velodromi d’Italia, perdipiù in centro a Torino…devo aggiungere altro? ok, vi aspetto lì!

Amici del Motovelodromo di Corso Casale

La stagione su pista si avvicina a grandi passi. Sul conto corrente che custodisce il nostro tesoriere, Roberto Dardi, sono arrivati i primi due nuovi versamenti (ovviamente, gli abbonati dell’anno scorso hanno la tessera valida fino ad Aprile).
Il segnale è particolarmente positivo perchè nessuno dei due risulta tra coloro che erano stati conteggiati!!
Informo che quindi è possibile fin da ora versare la quota di € 105.00 con un bonifico sul conto corrente che ha questo codice IBAN IT 26 H 03268 30940 001402811000. Appena la stagione lo consentirà in modo “convincente” (lo scorso anno incominciammo ufficialmente il 7 Aprile), Dardi farà un bonifico unico al gestore del Motovelodromo, sig. Tricerri Mauro, con l’elenco degli atleti.
A quel punto, si tratterà solo di passare al Motovelodromo in orario d’ufficio con 3 fototessera, certificato medico anche per attività non agonistica per farsi rilasciare la tessera che consente l’accesso alla pista.

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un velodromo tutto per me…

007solo una piccola storia di quello che mi è capitato proprio ieri sera, in quella che di sicurò sarà l’ultima sessione di allenamento al motovelodromo coppi, almeno per il 2011… Capita che arrivo un po’ più tardi del solito, causa qualche casino di troppo al lavoro e il solito traffico torinese…fa anche buio presto e mi vesto in fretta (un bel tepore negli spogliatoi, ma devo uscire là fuori) per dedicare il più tempo possibile al girare…non c’è nessuno….mi accendono le luci comunque…diciamo un MW solo per me…

 

 

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Tutto sommato sono in centro città, ma vuoi la forma del catino, vuoi che sono tutti in casa a preparare la cena, il silenzio è surreale, sento solo la catena scorrere ed il mio respiro, ogni tanto il crepitare di qualche foglia sotto i tubolari, nulla più. E’ come se il tempo si fosse fermato e io fossi astratto dall’essere nel 2011 o chissà quando chissà dove, sono solo un puntino celeste che gira infinitamente in un ovale bianco come il latte, anche la (solita, immancabile) fatica passa in secondo piano, restano solo le emozioni di avere per un attimo a mia completa disposizione un impianto dedicato al mio sport preferito, che copre qualche migliaia di metri quadri in centro alla città e che oggi se dovesse esser costruito sarebbe relegato in periferia o in qualche zona industriale, invece sono qui, nel cuore della mia città a fare una cosa che amo…ed accelero il ritmo, ancora e ancora. Il freddo che inizia a segnarmi le guance è uno stimolo a spingere ancora di più ed in  men che non si dica l’incantesimo svanisce….però è sempre bello sognare un po’.

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Un nuovo blog, per il Motovelodromo di Torino

Grazie all’insostituibile Andrea ed al suo incessante lavoro quest’anno lo ricorderò come quello della prima rinascita del motovelodromo Coppi di Torino, ora per non perdere quanto fino ad ora ottenuto e per dare sempre maggiore visibilità a questo tesoro cittadino, nasce un nuovo blog, interamente dedicato alle notizie, iniziative e segnalazioni incentrate sul velodromo (credo) più antico d’Italia.

Buona lettura

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proposte per salvare il velodromo di Torino

motovelodromo coppi, torino

l’ho appena pubblicato anche qui, ma ripropongo la questione, per dare un po’ più di visibilità anche extra forum:

Allora, l’antefatto è questo,
la situazione del nostro velodromo qui a Torino un po’ la conoscete… vedendosi addensare grigie nubi per il futuro prossimo (accedere nel 2012 così come facciamo ora) e lontano (che fine farà quando gli interventi di manutenzione da fare saranno davvero costosi?), ho pensato di scrivere una email all’assessorato allo sport.
di seguito il testo:

Gentili assessori Gallo e Braccialarghe,
mi rivolgo a Voi per portare alla Vostra attenzione quello che per Torino sta diventando un piccolo ma significativo caso di salvaguardia del patrimonio storico architettonico, unito alla promozione sportiva ed alla crescita della cultura sportiva tra i giovani e giovanissimi, il tutto operato con un’azione dal basso, benché coadiuvata dall’assessorato della precedente giunta.

Sto parlando del “famoso” Motovelodromo Coppi di corso Casale. Dopo anni di abbandono ed incurie, con grande fatica un gruppo di appassionati idi cui faccio parte è riuscito a permettere di tornare nuovamente a fare quello che un velodromo dovrebbe fare: ospitare i ciclisti e diventare fulcro di promozione allo sport.
Questo piccolo miracolo è stato possibile solo grazie allo sforzo (anche economico) da parte di 32 appassionati, che messi di fronte all’out-out del gestore concessionario dell’impianto, sono stati comunque motivati nel pagare una quota associativa anche usufruendone poco, ma permettendo ad altri della medesima cerchia di potersi allenare in un impianto che ha ancora molto da dire (solo per inciso, tre degli abituali frequentatori  hanno rivaleggiato per il podio ai recenti campionati europei per amatori su pista, svoltisi a Montichiari –BS-)

Mi permetto di sottolineare che il velodromo ha una valenza sia storica, dove senza dubbio Voi sapete più di quanto io sappia, ma soprattutto strategica. E’ sostanzialmente l’unico impianto ciclistico d’Italia ad essere in centro ad una grande città, si potrebbe citare il caso di Genova, ma il Carlini versa in condizioni ben peggiori, anche lui in mano ad una politica un po’ miop e, soprattutto, non ha una vera “storia” alle spalle.

Le potenzialità di attrattiva sono di fatto enormi e soprattutto trasversali su tutte le fasce di età:
·         partendo dai giovanissimi, che avrebbero un impianto per dedicarsi seriamente al ciclismo senza i mille pericoli del traffico  e senza lunghe trasferte (vi ricordo che molti dei grandi campioni di oggi provengono dalla pista, come Mark Cavendish e Bradley Wiggings, non a caso britannici, nazione che ha investito tantissimo nella pista).
·         La seconda fascia di età (dai 20 ai 40 anni) è frutto della nuova moda del ciclismo urbano, nato dalla conversione di vecchie bici da pista in bici per l’uso urbano. Sta ormai facendo molti seguaci ed ormai (per fortuna) sta uscendo dai canoni di vera e propria moda per diventare un  nuovo modo di vivere la propria città, non a caso il forum dedicato a questo tipo di ciclismo conta ormai quasi quattromila iscritti in poco meno di tre anni di vita (www.fixedforum.it)
·         La terza fascia è di chi il ciclismo l’ha vissuto nel pieno dello splendore, anni in cui l’Italia era la dominatrice assoluta di ogni competizione su pista e che ancora oggi influenza le generazioni nuove.

Tutto questo potenziale bacino di utenza potrebbe trovare nuova linfa se solo il motovelodromo fesse valorizzato e reso fruibile maggiormente e non in mano ad un privato che deve necessariamente fare i conti con un proprio bilancio ed a un piccolo gruppo di appassionati che però oltre al grande entusiasmo non può avere la forza per gestire un simile patrimonio.

Con questo mio scritto vorrei poterVi sensibilizzare su questa condizione che vive la città di Torino e analizzare con Voi le opportunità che un tale strumento potrebbe avere ai fini di promozione sia delle bellezze dell’architettura dei primi del ‘900, sia su di un impianto sportivo ancora in grado di dire la sua e di fare attrattore per sportivi di tutte le età ma soprattutto, su un piccolo tesoro che potrebbe far anche cambiare il modo di rapportarsi alla pratica sportiva ed alla mobilità sostenibile che, di riflesso, il ciclismo comporta.

Spero di non avervi tediato e Vi porgo i miei saluti.

Convinto restasse lettera morta, invece oggi mi telefona l’assistente all’assessore e  mi fissa un appuntamento per martedì prossimo!!
Ora, tocca pensare a tirar fuori un po’ di idee e proposte credibili per far sì che diventi un punto di aggregazione anche nostro, ad esempio con una ciclofficina interna (quella sfrattata dallo zoo, per dire), fermo restando che l’impianto andrà trattato con il rispetto che merita…tipo anche se adoro i graffiti non ce li vedrei fatti sul bianco delle paraboliche….)
Per cui lascio la discussione aperta anche qui e vi chiedo di sbizzarrirvi in idee e proposte che voi fareste se aveste a disposizione un velodromo nel centro della vostra città, bisognoso di cure ma con ancora tanto da dare!
a voi! (detto alla bergamasca, ovviamente…)

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